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toro, di cui si hanno scarse noti-zie, ammaestrato nell’arte sua. Manon sapendo Sebastiano contenersientro ai coufini della paterna pro-fessione, volle in sull’esempio diAlfonso Cano essere ancora pittoreed architetto; ed all’ultima di que-ste arti andò debitore degli onori-fici impieghi avuti in Corte. Perconto della pittura , seppe unire acastigato disegno il colorire tizia-nesco, e talvolta si accostò alla ma-niera di Guido Meni. La sua SantaMai-bara, che vedesi all’ Escuriale,basterebbe anche sola alla sua glo-r, a pittorica. I moltissimi amici edammiratori di così virtuoso ed ama-bile artista lo perdettero nel 1671 •Per compensare i meriti paterni ilre conferì a suo figlio don Ignaziol’onorevole e lucrosa carica di cu-stode dell’Escuriale.
HEBBEBA (Giovanni d’) nato aMove!lar, nelle Asturie, in principiodel sedicesimo secolo, fu allievo diGiambattista di Toledo e suo suc-cessore nella fabbrica dell’ Escu-riale , qualificato architetto regio ecavaliere di S. Giacomo. In vici-nanza di Veles e non lungi daConca , diede i disegni per la chiesadell’ordine di S. Giacomo, la quale,sebbene priva d’ornati, ha proprietàe buone proporzioni. Eresse a Ma-drid il ponte di Segovia di carat-tere serio e grandioso, avente novear chi, con ripari corrispondenti eduna diga per uguagliare; opera in-damente di granito.
Fu poi Ilerrera il primo archi-tetto della reale delizia d’Aranjuez
uomìnciata sotto Filippo II , pro-seguita ad abbellirsi sotto i succes-si monarchi fino a Carlo III, cheta covvedò di ogni comodo, e di o-gm sontuosità. ÌSon spiacerà forseai lettori di averne una succintadescrizione f s i ccotne di cosa sopra
odo magnifica , ed in Italia po-tissimo conosciuta. Dal mezzo deigiardini , nel amen0 Slt0 j erge
palazzo le sue quattro fronti così
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belle , che secondo I’ espressionepoetica di Argensola , il Sole mainon vide cosi stupenda opera. La pri-mitiva pianta del palazzo fu unquadrato con cortile quadrato nelmezzo. Sonovisi poscia aggiunti diqua e di là due fianchi che vannoin linea retta col Iato frontale delquadrato, e da questi Iati sono pro-tratti due gran bracci perpendico-lari al corpo principale. Questi brac-ci finiscono in terrazze, ciascunadelle quali ha per di sotto tre por-tici di fronte, d’onde partesi unaserie di pilastri e di cancelli chene formano vagamente il chiuso.
It corpo principale ha nel suomezzo una decorazione, che al disotto comprende cinque archi delportico, indi sette finestre, ed innal-zasi poi con altre sette sul restantedell’edifizio , piramideggia andò conun attico ornato di sculture, e coro-nato da un frontespizio circolare, fian-cheggiato da balaustri e terminatoda tre statue. L’ ordine del primopiano è toscano , dorico quello delsecondo col fregio liscio ; e questidue ordini sono continuati per tuttala fabbrica. Il terzo piano nella de-corazione di mezzo è jonico, ed ilquarto nell’attico è corintio. Anchele ale hanno nel loro mezzo un at-tico adorno-, che piramideggia benecol corpo principale e colle due cu-pole , che gli sono ai fianchi, e nerisulta un grazioso contrasto. TuttoI’ edilìzio è a due piani; piano ter-reno e piano signorile , ed il solocorpo principale ha nel mezzo trepiani. Le finestre del primo pianosono iscritte in certi archi non sodi quanta bella comparsa. Le supe-riori sono ornate di fi-ontespizj trian-golari e circolari alternativamente;le altre sono cornicette. Nelle frontidelle ale i pilastri sono binati ne-gli angoli estremi intorno all’ arcodi mezzo , e non s’ intende il per-chè. Da per tutto il di sopra ri-corre una balaustrata con palle.
L’ interno è distribuito grandio-