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rea ancora tipografo, avendo stam-pate dal 1470 al 1481 circa centocinquanta opere. La prima h inti-tolata : Eusebii Pamphili de evan-gelica Preparatone, Gregorio Tra-pezuntio interprete, 1470, in fol. ela più rinomata, è quella del DecorPuellarum , la quale deve la suacelebrità ad un errore di stampa ,portando la data del 1461 , invecedel 1471. Ma non è del nostro isti-tuto il parlare delle opere tipogra-fiche di Jenson.ma soltanto di quelleche spettano all’intaglio e fusionede’ caratteri. Sisto IV lo nominòConte Palatino, ed il suo nome fuin grande venerazione presso tuttii tipografi che fecero uso de’ suoicaratteri. Pare che terminasse la suagloriosa carriera nel 1483.
ILDEBRANDO da Siena , cheforse precedette lo stesso Niccola,da Pisa, eseguì in patria lavori discarpello meno che mediocri, fra iquali probabilmente un basso rilievodi marmo bianco rappresentante laNatività del Signore e l’Adorazionedei Magi in un’ antichissima chiesasuburbana di Siena.
IMOLA (Francesco Bandinellii)A ) , fu scolaro del Francia, maconvieu dire che non fosse dei ri-putali , non sapendosi che di luiesista verun’ opera certa.
— Gaspare, pure scolaro delFrancia, lavorò in Ravenna e nellasua patria, ove conservasi ai Con-ventuali una N. Signora in mezzo aiSS. Rocco e Sebastiano , di unostile che si accosta alquanto al mo-derno.
-(Innocenzo Fhancucci da),
nato circa il 1480, fu alcuu tempocoll’Alberlinelli in Firenze, di dovepassò alla scuola del Francia. InBologna ed altrove vedonsi diversiquadri cì’ altare, che sebbene con-servino il gusto del quattrocento ,vi seno disposti iu alto , secondola pratica tenuta da Andrea delSarto e dal Frate Bartolomeo , laVergine senza le auliche dorature,
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e con bell’ Arte i Santi che la cir-condano , e si veggono distribuitiper i gradi e ne'vani vaghi augio*letti con bel disordine. Altri quadridel medesimo stile sono adorni diben intese architetture, in sul faredi quelle di Lionardo. Ma poichéconobbe la scuola di Ralfaello,aspirò ad emularne lo stile, e fecediverse cose che possono dirsi af*fatto raffaellesche, comecché i piùdiligenti osservatori vi trovino pursempre qualche indizio della primamaniera. Fra le migliori sue tavolemerita di essere ricordata quella stu-penda del S. Michele che scacciaLucifero, esistente nella reale Pina-coteca di Brera. Fece pure diversesacre famiglie assai belle , non in-frequenti nelle quadrarie bolognesie lombarde. Innocenzo ne' migliorisuoi tempi moslrossi compositoredotto, maestoso, corretto, eu in al'cune opere si avvicinò, al pari dèimigliori condiscepoli, all’Urbinate»Morì verso la metà del 16.° secolo»IMPARATO (Francesco), natoin Napoli circa il 1530 , appresel’arte sotto Gianfilippo Criscuoio ,poi passò alla scuoia di Tiziano, ecercò con felice riuscita dr eniU'lame lo stile. Tornato in patria, fecenella sua chiesa titolare la tavoledi S. Pietro martire, che venne assa*commendata dal Caracciolo , e ri'guardata come una delle miglior 1pitture di Napoli. Ignorasi l’epocadella sua morte ed ogni' altra par'ticolarità della sua vita. Si sa sol'tanto che istruì ne' principi dellapittura suo figliuolo
- FRANCESCO, il quale f“
dal padre mandato a Venezia ed u 1Lombardia perchè formasse if suocolorito su quello delle due scuoleveneta e lombarda; onde si vedo» 0alcune sue opere di stile lombardo»Ebbe in patria nome dì eccellcu 1 ®pittore, sebbene non uguagliasse 1padre. Morì dopo il 1600. _
IMPICCATI ( Andrea ). V. O
stagno.