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suo Zìo Gioachino. Pochi pittoriCataloni ebbero tanta facilità e tantapassione pel lavoro quanto il DottorGiuseppe.Del 1680 dipinse nella Cer-tosa della Scala Dei diversi fatti dellavita del Signore, e nel 1682 dipinsea fresco nella Cattedrale di Tarrago-ua la cappella della Congregazione,fondata da Giron de Rebolledo, chegenerosamente lo pagò. Ma nel 1688queste pitture erano quasi intera-mente perdute, onde si obbligò a ri-dipingerle pel prezzo di lire 274 Ca-talane, prendendo le necessarie pre-cauzioni per impedire i guasti del-1 umidità. Infinite altre opere feceper luoghi pubblici e privati , chegli diedero nome di buon frescante,che troppo lungo sarebbe I’ accen-nare soltanto. Morì ne’pjimi annidel 18." secolo.
JCNGWIRTH (N) nacque a Mo-naco nel 1709, apprese 1’ arte del-l’intaglio in patria, ed incise daAlbrecht e da altri autori diversjsoggetti, tra i quali
Due Accademie d’ uomo e don-na , da Albreclit.
Il ritratto dello stesso Albrecht,da Desmarets.
Ritratto di Giovanni Amiconi.
JUSTER (Giuseppe) intagl iò neldiciassettesimo secolo varie stampe,alcune delle quali fanno parte del-l’opera pubblicata da Caterina Pa-tina, tratte da quadri di varj sommimaestri italiani.
JUSTON ( N. ) valente scultoreinglese del p. passato secolo , ot-tenne meritata celebrità da moltiritratti e busti in marmo somiglian-tissimi e per un nobilissimo mo-numento eretto sui proprj disegniin Dublino.
JUVANIS ( Francesco ) nato aRoma nel 1635, apprese la pitturanella scuola di Carlo Maralta, mapiu che in quest’arte esercitossi nel-1 incisione all’acqua forte.
r ra le non molte sue stampe èconosciuta un’Adorazione dei Pasto-il, tratta da un quadro del maestro.
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JUVARA (Filippo) nato a Par-ma nel 1674, fu uno dc’più celebriarchitetti del diciottesimo secolo, manon de’migliori. Operò lungamentein Torino, come dovremo osservarealtrove.
Intagliò diverse stampe, fra lequali una serie di ornamenti archi-tettonici , chiamati cartocci , dise-gnati in Roma sulle opere di Lo-renzo Bernini , di Alessandro Al-gardi, ec.
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KABEL (Adriano Vander), na-cque a Ryswick nel 1631, e fu sco-laro di Giovanni Eysen, mediocrepaesista. Kabel era povero, e tuttoquanto poteva guadagnare, quandocominciò a lavorare da se, lo de-stinava al viaggio d’Italia ; ma lasua passione pel vino non gli permisedi guadagnar molto, nè di vederel’Italia; perciocché giunto in Lione,e consumatovi tutto il danaro, do-vette trattenervisi per procurarsenecon nuovi lavori. Ma protraeudosempre la partenza da un giornoall’altro, fu colà sorpreso dalla mortecirca il 1690. Le opere di questoartefice portano 1’ impronta dellecircostanze in cui le fece , alcunevedendosi trascurate, altre finite conlodevole diligenza. In generale peròvengono in Francia preferite le suemarine agli altri paesaggi , perchèfatte con molta forza e con sommaintelligenza di prospettiva. Kabelcercò d’imitare Salvator Rosa eBenedetto Castiglione, ma si avvi-cinò assai più al primo che al se-condo.
KACHLACH ( N. ) artista delMalabar , circa il 1720 intagliò inlegno, sui proprj disegni un buonnumero di pagodi di diverse gran-dezze , con molte teste e braccia ;ma queste singolari stampe non ven-gono in Europa che colorite con