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Tomo secondo.
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sughi d’ erbe di vivacissimi colori

assai forti.

KAGER (Matteo) nativo di Au-gusta , non è fuori deila sua pa-tria conosciuto che per le stampede’suoi quadri fatte da Sadeler, Ka-ger fu lungo tempo in Italia, e lesue opere dimostrano gli studj cheaveva fatto dell’ antico e dei piugrandi maestri. Fu nominato primopittore dell’ Elettor di Baviera, mapare che preferisse agli onori iltranquillo soggiorno della sua pa-tria, onde morì assai giovane circa

il 1630.

KA1NAT (Giovanni) nato circail 1620 , tenne Ja maniera di Pa-ternier, ed i suoi quadri , sebbenenon s’ innalzino molto sopra il li-vello della mediocrità, ebbero moltospaccio in patria e fuori. Fu suoinseparabile ajuto Nicola Rogier, dicui non si conosce veruna separataopera.

KALCEER (Giovanni Van.) V.Calcar Giovanni.

KALF (Guglielmo), di Amster-dam, nacque nel 1630 circa, e stu-diò L’arte sotto Enrico Pat pittoredi figura. Ma, fosse sua naturale in-clinazione, o qualche disgusto avutocol maestro, Guglielmo abbandonòpresto la scuola, e prese a dipingerefrutti, vasi d’oro, d’argento, di por-cellana, ec., nel qual genere di pit-tura fu riguardato come uno deimigliori del suo tempo. Sapendoche questa sorta di pitture, per semedesime poco interessanti , nonpossono piacere che per uria per-fetta imitazione , del vero, Kalfgiunse a fare illusione alle stessepersone dell’ arte. Morì in patria inconseguenza di una caduta da unponte, l’anno 1693.

KALRAAT ( Àbramo), nato inDori nel 1643, venne da’ suoi pa-renti destinato alla scultura ; mamorto il padre, che non permette-va gli di abbandonare questa pro-fessione, si diede in tutto alla pit-tura, nella quale si distinse in par-

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ticolar modo nel dipingere fiori efrulla , sebbene più cose lodevol-mente facesse ancora di figura. Nonè nota l’epoca della sua morie.

— (Bernardo), fratello d’Àbra-mo e suo allievo nel disegno, nacquein Dori nel 1650. Dalla scuola delfratello passò a quella di AlbertoKusp, che da principio imitò cosida vicino, che le opere dello sco-laro mal si potevauo distinguereda quella del maestro. Ma cono-scendo per prova, che imitando lamaniera di un altro artefice puòdifficilmente uguagliarsi , non chesuperare, pensò di formarsi uno stiletutto suo, prendendo nell’immensotesoro della natura ciò che potevameglio convenire alle sue inclina-zioni, e più fortemente riscaldargli laimaginazibne. AbitavaKalraat pressoalle incantatrici rivi del Reno, cheavevano fecondata la mente di altricelebri paesanti; ed alcuni suoi qua-dri, ornati di figure e di animali,Mostrarono che questi era destinatoa renderne più famose le belle ve-dute. Le sue opere , sebbene noneguali a quelle di Zaft-Léven, hannoun finito così hello, e tanta verità,che sono ricercate non meno dellevedute di Ldven. .Ignorasi 1’ epocaed il luogo della morte di Kalraat.

KAMP11UIZEN (Teodoro Raf-faele), nato in Goskum nel 1586,fu pittore di piccoli quadri rappre-sentanti abitazioni villerecce conpiccole figure d’uomini,cavalli, vac-che, ec., toccate con molta bravura.Avrebbe in breve uguagliati i piùesperti professori, se prima d i giu-guere ai venti anni non si abban-donava interamente allo studio dellescienze, che gli riuscirono fatali peraverlo trascinato nelle controversiereligiose che dividevano 1’ infelicedi lui patria. Morì esule, non è bennoto in quale auno, lasciando unfigliuolo troppo mediocre pittore peraver luogo in un Dizionario.

KARTARO (Mario) intagliatoreitaliano , fioriva in patria circa il