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Tomo secondo.
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opere sono 1 paesi csm figure, neiquali ammiratisi finezz| di disegno,e colorito armonioso e vero. Erasistabilmente domiciliato in Dtreichtnel 1735 , ove mori molti annidopo. /

MELDOLLA o JWELDOLA (An-

CREA ) , probabilmente di Casal-maggiore, fioriva circa la metà delsedicesimo secolo. Imitatore di Ugodi Càrpi e del Parmigianino, fude’primi ad incidere stampe condue o tre tavole a chiaroscuro.Anzi dal trovarsi in tutti i gabi-netti Ae stampe del Maldola con-fuse/ con quelle del Parmigianino ,e dal sapersi , che questi morì aCasalmaggiore del 1540 , quandoAndrea doveva essere ancora gio-vane , si è da non pochi credutoessere stato il Meldola allievo dicosì grande maestro. Tra le stampedi questo intagliatore è celebre quellarappresentante il Ratto di Proser -pina, avente l’iscrizione ■— AndreaslUeldolla inventor —■ ed inoltre leiniziali A. M.

— — ( Girolamo ) ancor esso diCasalmaggiore e vivente nell’ anno1552, fu più che mediocre pittore,e secondo lo Zani, figlio del mar-chese Vitaliano di Viadana ; per-che, trovandosi bastantemente prov-veduto .di beni di fortuna , avràprobabilmente poco operato, e sol-tanto fatti quadri di piccole dimen-sioni , di modo che presentementenon si conosce veruna opera certadi questo pittore.

MELGAREJO ( Il Padre Giro-lamo), religioso agostiniano . vi-veva nel monastero di Granata circail 1650, nella quale epoca fece pelsuo monastero tre quadri che mo-strano quanto il padre Girolamofosse buon compositore , e quantosapesse ben colorire.

.VELISTI (Agostino), di Firenze,più che per i suoi quadri ad olio,lodato per i contorni degli arazzifatti per il gran duca . fioriva nel1675.

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MELLAN ( Claudio ) nato inAbeville nel 1601, fu in Roma sco-laro di Simone Vovet, imitando ilquale e diretto dai suoi insegna-menti, non lardò ad aver fama dibuon pittore ; ma datosi all’ inta-lio, e guadagnando assai più colulino cne col pennello, pare cheabbandonasse totalmente la pittura.Per l’ordinario le sue stampe sonotratte dai proprj disegni. Le figurehanno buoni e puri contorni; i suoitratti sono fluidi; le teste maschilihanno carattere e grazia le femmi-nili. « Mellan, scrive il Milizia, è« l’ idolo degli amatori per la de-» strezza di rappresentare le forme» e i chiariscuri con un sol rango». di tagli gonfi o diminuiti secondo». il bisogno ... Dopo aver moltolavorato in Roma, rivide la patria,ed in Parigi ebbe stanza al Louvree pensione da Luigi XIV. Mori di87 anni, nel 1688. Il catalogo dellesue' stampe viene portato a più dicento. 1 suoi capi lavori sono;

La Figlia di Jetro.

11 S. Francesco nel deserto.

II Volto Santo rimasto nel velodella Veronica.

11 Ritratto di Pieresse.

Gesù Cristo nell’ Orto degli U-livi.

S. Pietro Nolasco.

La Rebecca, dal Tintoretlo.

II ritratto di Urbano Vili, dalBernino.

La Morte di S. Alessio.

Una donna nuda chi giace sopraun letto, cui sta dietro una Strega,e davanti alcuni Amorini, uno deiquali le alza le gambe, e l’altro lepresenta un grappolo di uva. Efinita per metà.

MELONE ( Altobello ), natodopo il 1450 , operava ancora iuCremona, sua patria nel 1517. Èquesto uno de’ valenti maestri cuila pittura va debitrice dell’ eccel-lenza ottenuta nel sedicesimo se-celo, spezialmente per conto dellaprospettiva e del robusto colorire,