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Tomo secondo.
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MONER1 ( Giovanni) , nato inVisone, terra vicina ad Acqui, nel1G37, fu mandato a Roma, quandoappena conosceva gli elementi dellapittura, dove continuò gli studj sottoil Romanelli. Tornato in patriaquand’appena giugneva ai veni anni,dipinse per la cattedrale d Acquiun quadro all’ olio rappresentantel’Assuuta, ed un Paradiso a fresco,ne’quali scorgesi lo stile della scuolaromana, e le felici disposizioni delMoneri per riuscire valente artista.Piè queste speranze rimasero de-luse , perocché nel quadro dellaPresentazione eseguito per la chiesadei Cappuccini, ed in altre pittureche conservansi in quelle vicinanzemostrossi ognor più copioso, espres-sivo, e di grande rilievo. E notoche molto operò nel Piemonte, nelGenovesalo e nel Milanese , e chese non uguagliò i migliori artistide’suoi tempi, non rimase a grandedistanza. Mori nel 1714.

MONES (Gian Andrea) nacquein Casalmaggiore nel 1739 ed ap-prese a dipingere nella scuola del-l abate Chiozzi. Dipinse più cosed’importanza in Mantova nella ce-lebre chiesa di S. Andrea, nel pa-lazzo di corte , in quello della fa-miglia Guerrieri, ed altrove. Eser-citassi eziandio nelle cose d'archi-tettura, ed è di sua invenzione ilteatro di Casalmaggiore, che fu po-scia dipinto da lui. Mori in Man-tova, dove teneva stabile domicilio,nel 1805.

MONFORT (Antonio di) del-l'antica famiglia de’ baroni di quelpaese, nacque presso Dodrecht , intm feudo appartenente alla sua fa-miglia, l’anno 1532, onde dal nomedel suo feudo fu chiamato Block-land. Apprese i principi della pii-tura in Delft sotto un mediocre mae-stro, indi passò nella scuola di FraneFlore. Era ancora giovinetto quandosi abituò a disegnar le ligure dalvero, ed a fare netti ed eleganticontorni. Fornito di copiosa e vi-

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vace imaginazione , non si occupòche iutorno a grandi storie. Un’Assunta, una Nunziata ed un’Ado-razione de’Pastori fatti per Utrechtsuperarono la comune aspettazione.^Dopo queste opere volle visitarel’Italia, dove alla vista di tanti capilavoro, ingrandì lo stile. Di ritornoin patria dipinse per Bois-le-Ducuna Storia di S. Caterina, ed altriargomenti, che lo stesso Golzio volleintagliare. Grandiose sono tutte lesue composizioni, nobili le arie ditesta, dignitose le mosse; e fu osser-vato che i suoi profili delle donnesi avvicinano molto a quelli delParmigianino. Morì in Utrecht nel1585 lasciandovi alcuni buoni allievi.

MONGALLI(Cosimo ).Trattandoquest’articolo ed i due susseguenti,ho seguito di preferenza il Gande-lini e non il suo dotto continua-tote de Atigelis, il quale non parladi Cosimo, e fa nascere Gio. Marianel 1667, confondendolo probabil-mente col padre. Nacque adunqueCosimo in Firenze avanti il 1670,ed operava ancora nel 1730, chefu probabilmente l’ultimo anno disua vita. Le principali sue stampesono :

Una Nunziata, da Livio Mehus.

Una Natività, dallo stesso.

Una Risurrezione, da Santi diTito.

Uno Sposalizio di S. Caterina ,da Bartolommeo da S. Marco.

Un Cristo in Cielo coi simbolievangelici, da Raffaello

La Vergine genuflessa in atto diadorare il Bambino, da Andrea delSarto. '

S. Sebastiano mezza figura, dallostesso. Per ordine del principe Fer-dinando di Toscana lavorò intornoalla Raccolta delle sue pitture edintagliò diverse cose, tra le quali

Il Riposo in Egitto dell’Albani

Una Sacra Famiglia del Cor-

re S6 io -. ,. .. -

Èva in atto di porgere il fataipomo ad Adamo, da Calliari.