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Il Supplizio di Marzia dal Guer-ciuo ec.
MONGALLI ( Niccolò) figlio diCosimo, nacque i» Firenze nel 1725,e rimasto privo del padre in etàdi otto anni apprese il disegno daFrancesco Conti , e l’ intaglio daGio. Domenico Piccliianti. In etàdi 14 anni, intagliò il ritratto delgran duca, poi imperatore France-sco I. Passato poscia a Roma, inta-gliò molte delle statue del museoKircheriauo , e disegnò ed incisequasi tutta l’opera dei Monumentiinediti di Giovanni Winckelmann.Fu ben accolta la sua stampa, trattada una pittura di Giovanni da SanGiovanni, che vedesi in una lu-netta nel chiostro degli Zoccolantidi Firenze ed alcune stampe d’ar-chitellura.
( Teresa ) sorella di Nic-colò, apprese il disegno e l’intaglioda Teodoro Verchruys fiammingo,che dimorava in Firenze nella qua-lità d’intagliatore granducale. Pas-sava poi sotto la direzione del pro-fessore Picchianti, che le fece inta-gliare alcuni quadri del palazzo realedi Firenze.
MONGE (N. DE la) distinto ar-chitetto, nato probabilmente a Lionein sul declinare del diciassettesimosecolo; poiché ebbe appresi in pa-tria i principj del disegno e del-l’arcliitettura. passò in Italia, e vicontinuò gli studj sulle anticheopere romane e sui pili rinomatiedifizj dei Peruzzi , dei Viguoli ,dei Palladj ecc. Di ritorno in pa-tria, venne incaricalo d’importanticommissioni, che lo tennero esclu-sivamente occupato nella provincialioncse fino alla morte ; lo che fucagione che non avesse altrove famaproporzionata al merito. Tra le o-pere eseguite in Lione meritanospeciale ricordanza Ja chiesa deiCertosini, tenuta una delle più belledi quella città ; porle della chiesacollegiale di S. Giusto compresa latacciata di stile grandioso; la porta
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dell 'Holel-de-clieu ; un progetto perl.’Ospedale ed il disegno di un pic-colo porto sul Rodano, su Laudaredi quello di Ripetta a Roma.
MONG1 o MOGGI (Feudinan
DO ) è conosciuto trai moderni in-tagliatori per una stampa di S. Ma-ria Maddalena de’ Pazzi.
MONICO delle isole d’ Oro , odi leres, nato circa il 1550 , ap-partiene alla nobilissima famigliadei Cibi di Genova. Coloro che loregistrarono nell’Albero cronologicodel papa Innocenzo Vili , asseri-scono, che oltre l’essere stato poetaprovenziale e storico , fu eziandiovalente pittore in miniatura; perchèavendo mandati al re ed alla re-gina d’ Arragona alcuni libri dili-gentemente miniati di sua mano, sirese a questi principi carissimo.Che quest’uomo apprendesse l’arteda qualche pittore giottesco, o daaltri, è ciò clic hanno conghietluratoil Raldiriucci cd altri biografi pit-torici. Ma in un tempo in cui eratanta povertà di pittori, e tanta do-vizia di buoni e mediocri minia-tori, qual bisogno di chiamare nelleisole di leres un allievo di Giottoper insegnare la miniatura ad unUomo che 1’ esercitava per divaga-mento?
MONIO ( Domenico ), nato nelterritorio ferrarese nel 1550, si ap-plicò in gioventù a diverse profes-sioni , ed all’ ultimo si fermò inquella della pittura. Ebbe a Mae-stro il Raslaruolo , dalla di cuiscuola uscendo dopo due anni ,espose al pubblico le sue tele, chelo manifestarono pittore fecondo ,imaginoso, presto di inatto ed eru-dito. Come però non era bastante-mente fondalo nelle teorie e nellepratiche dell’arte, riuscì monotononelle teste, duro nelle pieghe e malfinito nelle figure, onde i suoi qua-dri non piacquero in una città adovizia ornata di ottimi quadri.Cercò di emendarsi, cd in parte viriuscì, come ne fanno prova le due