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Tomo secondo.
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Natività di Gesù Cristo e della Ma-donna a S. Maria in Vado , e laDeposizione di Gesù nel sepolcro,posta nella sagrestia capitolare delDuomo; osservando la quale ultima,stupisce chiunque la vede, scrive ilBarufFaldi, confrontando questa conle altre sue opere. Sgraziatamenteil Monio era naturalmente dispostoalla pazzia ed alla frenesia, spintodalla quale uccise un cortigiano delcardinale Aldobrandino, onde fucostretto a cercare asilo presso gliEstensi , ed in seguilo alla cortedi Parma. Morì nel 1602.

MONN1X , nato a Bois-le-Ducjnel 1606, non appena ebbe appresi

principj della pittura elle abban-donò la patria per continuare glistudj sulle opere de’ grandi mae-stri. In Roma ebbe la fortuna dipiacere al papa, che lo nominò suopittore , e lo fece molto tempo la-vorare ne’ palazzi pontificj. Tornòin patria già fatto vecchio , ondepoche cose trovansi di lui nelleFiandre. Dipinse soggetti faceti, edebbe lode di corretto disegnatore.Morì di 80 anni in patria.

MONNOT (Stefano) nato a Be-sanzone, studiò la scultura in Di-gione sotto un mediocre maestro ,chiamato Dubois. Di trent’anni scesein Italia, e si stabilì in Roma, dove,tra varj altri lavori , scolpì alcunestatue di angeli per la cappella diS. Ignazio al Gesù , poi fece perS. Giovanni Laterano le statue inmarmo dei santi apostoli Pietro ePaolo. Convien dire che il Monnotavesse nome di valente artefice,perocché nelle due preallegate chieseoperarono i più cospicui artisti suoicontemporanei. Di altre scultureavrebbe questo maestro arricchitaRoma, e quindi salito lo vedremmoa più elevato grado di fama chenon ha, se non avesse improvvisa-mente abbandonata l’Italia, per pas-sare a Cassel , chiamatovi da quelLangravio, che lo tenne sedici in-teri anni occupalo nell’ ornare con

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ogni maniera di sculture il suo ve-ramente principesco bagno. Operavail Monnot alla metà del diciasset-tesimo secolo.

MONNOYER, o MONOYER( Giambattista ) , comunementechiamato il Battista, nacque in Lillanel 1655; fu distinto pittor di liorie di frutti , ed intagliò alla puntaalcuni de’ suoi quadri. Recatosi inetà giovanile a Parigi, onde perfe-zionarsi nell’ arte , potè in brevefarsi conoscere per quel valent’uomoqual egli era, e fu ricevuto in quellareale accademia di pittura. 1 suoiquadri di fiori sono di una gran-dissima verità , e di una sorpren-dente freschezza. Lord Montaigu locondusse seco a Londra, dove l’oc-cupò in compagnia di la Fosse eRousseau ad abbellire la sua casasituata a breve distanza dal Museobritannico. Terminali questi lavoricon intero soddisfacimento di Mon-taigu, ebbe uguali commissioni perparte di altri signori. In tutti i qua-dri ch’egli dipinse nel palazzo diKensigton per la regina Maria am-miranti bellissimi fiori e frutta; ondeacquistò talmente la grazia di quellaprincipessa che andava frequente-mente a vederlo lavorare, e larga-mente lo premiò. Intagliò poi suiproprj disegni molte composizionidi vasi e di altre somiglianti cosecon mazzi di fiori con istraordi-naria eleganza pittorescamente di-sposti. Le sue più apprezzale stampesono le due seguenti:

Un vaso con delle rose, tulipani,papaveri ed altri fiori.

Altro vaso ornalo di un Bac-canale con fiori della qualità delprecedente.

Morì a Londra nel 1699.

MONOSILIO (Salvatore) natoin Messina circa il 1700 , passò aRoma quando di già conosceva iprincipi della pittura, e fu ammessonella scuola di Sebastiano Conca ,di cui ne imitò lo stile a breve di-stanza.Preso domicilio in Roma,non