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Tomo terzo.
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za nel 1538 , fu buoD seguacedella scuola romana , quando siaveramente sua opera il bel qua-dro di S. Martino appartenente allacattedrale della sua patria , e cheper errore fu lungo tempo credutodel Longhi. Morì il Paganelli l’anno1720.

PAGANI ( Gaspare) pittor mo-denese operava in patria nel 1543.Sebbene trovisi annoverato con lodetra i pittori del buon secolo , nonè noto che conservisi di lui altraopera pubblica , che il quadro diSanta Chiara : pregevole lavoro adir vero , ma non tale da darglidistinto luogo tra i suoi compa-triotti contemporanei.

—— ( Paolo ) nato in Valsoldanel 1656, apprese i principi dellapittura in Venezia, e colà condussele prime sue opere. I Veneziani glidanno colpa di essere stato uno deiprimi ad introdurre nelle accade-mie il pessimo gusto di disegnare ilnudo alquanto caricato, ma iu paritempo gli accordano il merito diaver formati alcuni buoni allievi.Lasciò in quella città pochi quadriper chiese che peccano di manie-rismo , ma non prive di effetto.Opero molto più in Milano perchiese è per private quadrerie ,avendovi tranquillamente passati gliultimi suoi anni lino al 1711 incui morì.

- (Francesco) nacque in Fi-renze nel 1551, e recossi ancor giovi-netto a Roma quando aveva di giàappresi gli elementi della pittura.Colà mercè lostudio delle cose di Po-lidoro e di Michelangelo, riuscì cosivalente pittore, che appena tornatoin patria, fece parlar molto di sècon alcune opere fatte ad imita-tazione di quelle di Polidoro. Grandierano le speranze concepite dagliamici dell’ arte, vedendolo far cosenella fresca gioventù che avevauosorpresi tutti i conoscitori. Ma im-provvisamente colpito da grave in-fermità, lu tratto al sepolcro in età

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di trent’anni. Lasciava un figliuolom età di tre anni chiamato

■-( Gregorio ) il quale, poi

eh’ ebbe appresi i principi dellapittura nella scuola del Titi , pas-sava a quella del Cigoli , che poiimitò assai da vicino. Una dellemigliori sue opere fatte in Firenzefu il quadro grande per la chiesadel Carmine , rappresentante 1’ In-venzione della Croce, che poi perinell’ incendio di quella chiesa, madopo esserne stata fatta una me-diocre incisione. E pure pregevoleun suo fresco a S. Maria Novella,comunque vedasi alquanto danneg-giato dal tempo. Altri pochi qua-dri si conservano in alcune qua-drerie di Firenze. Ebbe frequenticommissioni di quadri d’ognigran-dezza per l’estero , dove le sueopere erano riputate non da menodi quelle dello stesso Cigoli. Morìiu Firenze nel 1605.

- (Vincenzo) da Monte Rub-

biano nel Piceno, credesi comune-mente scolaro di Raffaello. Tro-vansi opere di questo valentuomofatte dal 1529 al 1563 , che vera-mente s’accoslano aliare del grandeUrbinate; come per modo d’esem-io la sua Assunta a Monte Ru-iano, e due quadri ancora piùpregevoli fatti per Sargnano.

PAGANINI. V. Mazzoni Giulio,

PAGGI ( Giovanni Battista )nacque in Genova da patrizia fa-miglia nel 1554, e fu posto dai pa-renti allo studio delle lettere ; maben tosto, tratto da naturale incli-nazione, si consacrò alla pittura.Ebbe i primi rudimenti dell’ arteda Luca Cambiaso, e molto si eser-citò nel copiare antichi bassi ri-lievi a chiaroscuro. A quest' utilepratica andò debitore di quella bel-lezza di parti che accostasi all’ i-deale, e che trovasi frequentementenelle sue figure. E già cominciavaa colorire con buon gusto cd a farpratica nella forza de! chiaro scuro,quando, rcndutosi colpevole di orni*