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Tomo terzo.
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tria, ma ancora in Milano fece belleopere di pittura. Uu altro pittoredello stesso casato per nome

PAMPUR1NO (Agostino) opera-va in Cremona nell’età dei due pre-cedenti , risultando da uu atto del1497 che convenne con i frati Do-menicani di eseguire alcuni dipintinella loro chiesa di S. Domenico.

PANCIA, celebre scultore di Scio,aveva appresa 1' arte da suo padreSostrale , rinomatissimo architettoe statuario. Tra le opere di Panciarammenta Pausania la statua delgiovanetto Nicostrato vincitore nelgiuoco della palestra , e quelle diAristeo di Argo e di Zenodico , ilprimo vincitore nella corsa, l’altronel pugilato ;

PANCIO statuario. Di questoartista racconta Teofrasto, nella suastoria delle Piante, che impazzì peraver mangiato un frutto , prodottoda una specie di cardo, che ger-moglia presso Tegea.

PANCORBO (Francesco), nonignobile pittore spagnuolo del se-dicesimo secolo, dimorava a Jaen,e fu uno de’buoni imitatori di Se-bastiano Martinez.

PANCOTTO ( Pietro), nato inBologna dopo il 1550 , fu uno deiprimi allievi dei Caracci. In unadelle sue pitture a fresco a S. Co-lombano, ritrasse in caricatura nellapersona di uu Evangelista, un par-roco, che fu fattola favola del paese.Il Pancotto fece a dir vero operabiasimevole per avere profanata conindecente scherno la figura vene-randa di un Evangelista , e fattagrave ingiuria ad un ecclesiastico ;ma le sue pitture non lasciano diessere per conto dell arte assai lo-devoli. Ignorasi l’epoca della morte.

PANDEREN ( Egbert van) na-cque in Harlem circa il 1606, ap-prese i principj del disegno e dellaincisione in patria , indi passò adAnversa, dove eseguì molte stampe,tratte da diversi maestri , tutte in-teramente incise a bulino in uno

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stile molto accordato. Tra le ventie più stampe che gli si attribui-scono nomineremo le seguenti.

Iddio, l’Angelo, l’Uomo, il Dia-volo, ovvero la Storia deil’ amma-lato e del medico, da Goltzio, in 4fogli : opera rarissima.

Maurizio , principe d’ Orange acavallo, ed in lontananza battaglia,da Antonio Tempesta.

Paliade, Giunone e Venere , daSpranger, in tre fogli.

PANDOLF1 (GlANGIACOMO) fio-riva in Pesaro sua patria circa il1620. Aveva appresi i principj dellapittura sotto Federigo Zuccari, e la-sciò in patria alcuni quadri che dipoco cedono in merito a quelli delmaestro. In età molto avauzata di-pinse a fresco nell’ oratorio delNome di Dio alcune storie del-l’antico e del nuovo Testamento -ma o perchè non conoscesse ba-stantemente le pratiche del dipin-gere a fresco, o perche la chiragraond’era frequentemente tormentato,non gli lasciasse il libero uso dellamano, queste pitture non corrispo-sero all’ aspettazione.

PANEO, fratello di Fidia, e ri-nomatissimo pittore , fioriva nel-l’Olimpiade LXXXIII. Oltre l’averajutato il fratello nel formare ilGiove Olimpico , dipinse la batta-glia di Maratona combattuta dagliAteniesi contro i Persiani , intro-ducendovi i ritratti de’capitani ate-niesi Milziade , Callimaco e Cine-giro, e quelli dei Persiani Datimoed Artaferne.

PANETTI ( Domenico ) nato aFerrara nel 1460, niostrossi daprincipio assai debole pittore ; matornato in patria da Roma il Ga-rofolo , che dalla sua scuola erapassato in Roma a quella di Raf-faello, sebbene il Panetti fosse digià vecchio, riformò in modo il suostile su quello dello scolaro, che inqueR età, in cui gli altri peggiorano,si mostrò nuo de migliori quattro-centisti. Di questa fortunata epoca