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Tomo terzo.
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Per alcuni rispetti queste osserva-zioni saranno fondate sul vero, maè vero altresì che ancora presente-mente i suoi freschi sorprendonogli spettatori, e Giulio non scen-derà giammai dal sublime gradoin cui fu dal suo secolo collocato ,vicinissimo al triumvirato de’ tresommi maestri in pittura. Non hoparlato che di alcune opere pitto-riche eseguite in Mantova , perchèi confini di un breve articolo nonmi permettono didar luogo a quellefatte in Roma , ed anche in Man-tova per altre città ; dovendo en.trare in alcune particolarità spet-tanti alle cose delFarchitettura, cheoffrono un così grande interesse.

Egli aveva dato in Roma , nonequivoche testimonianze delle suecognizioni architettoniche avanti diessere chiamato a Mantova. Disegnòla Villa Madonna, con un vago pa-lazzino.ora lutto guasto; fece un’al-tro palazzino sopra S. Pietro Mon-torio, ora del duca Lante; diseguòla pianta della chiesa della Madonnadell’Orto, ed i palazzi Cicciaporcie Cenci, l’uno e 1’ altro assai belliedilìzi. Le sue più grandiose operein Mautova sono il palazzo T ; equello di Mannirolo a cinque mi-glia dalla città. Rimodernò ed in-grandì il palazzo ducale, fece l’arcotrionfale in occasione della venutadi Carlo V, una. casa per sè assaicapricciosa, riattò la chiesa di SanBenedetto , riedificò il duomo , etanti altri edificj eresse io Man-tova e fuori, che il Cardinal Gon-zaga soleva dire che Mantova eracreata da Giulio ed a Giulio ap-parteneva. Costruì pure nuovi ar-gini e condusse altre utilissime fab-briche idrauliche; in somma tantooperò e con tanta soddisfazione diquel duca , che questi, dovendosiallora edificare nuove case, ordinòcon pubblico editto, che niuno po-tesse fabbricare senza la direzioneed il consiglio di Giulio. La chiesadi S. Barbara eretta dal Berta-

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ni, dopo la morte di Giulio , erapure di sua invenzione. Morì di 54anni,

PIPPI (Raffaello) nato in Man-tova nel 1530 , avanzavasi a granpassi verso la paterna eccellenza ,quand’ ebbe la sventura di perdereil padre in età di sedici anni. Po-che opere rimangono di questo rarogiovane , morto nella fresca età ditrent’anni; e queste ancora confusecolle paterne e con quelle de’ piùillustri scolari di Giulio.

PIRANESE, o P1RANESI (Gio.Battista ) nacque in Roma nel1707, ed apprese in Venezia il di-segno e 1’ architettura. Da Veneziatornato a Roma studiò 1’ intagliosotto Giuseppe Vasi, e fu incari-cato di alcune opere d’architettura,e specialmente del ristauro dellachiesa ed Annessi del Priorato diMalta; per la quale opera lode-volmente condotta , fu fatto cava-liere da Clemente XIII- •* Costui »,dicono i compilatori del dizionwjitldelle Arti di Vatelet, all’mtujGra-vure. .< costui fu uno de’'«tigliori» dissegnatori d’ architettura e di» ruine , ed uno de’ più pittore-» schi intagliatori del diciottesimo» secolo. Non erasi ancora inta-» gliata con lauto gusto 1’ archi-» tettura in ruina , o ben conser-» vata ; ebbe Tiranesi molli imita-» tori, nessuno che lo abbia finora» superato. Compose alcune stampe» di capriccio, nelle quali mal sa-» prebbesi decidere se più debba» lodarsi la composizione o 1’ ese-» cuzione. » Pubblicò dieci o do-dici volumi di vedute , special-mente delle antichità di Roma, cheesso intagliò all’ acquafòrte. Egli èun Rembrant nelle vedute, ina tal-volta alquauto duro. Ebbe tagliosicuro e libero , e la sua fran-chezza vinse molti ostacoli. Morìin Roma nel 1778, lasciando eredidelle sue virtù un figlio ed unafiglia, de’ quali parleremo in sepa-rati articoli.