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Dovrei lasciare alla storia criticadelle arti greche il pronunziare giu-dizio tra Plinio ed Apuleo rispettoai due fonditori in bronzo, Li-sippo e Policleto ; ma basterà alloscioglimento della questione 1’ os-servare che Policleto fioriva nell’O-limpiade ottantasettesima, ed’Ales-sandro Magno e Lisippo viveanonella Olimpiade ceutoquattordice-sima.
PIRGOTELE, scultore veneziano,che borì in sul declinare del quin-dicesimo secolo, seguendo la modadi que’ tempi adottata dai letteratibelle accademie , lasciò il proprionome e cognome per assumere quellodi un illustre artista greco. Cre-desi che appartenesse ad una fa-miglia Lascaris , stabilitasi in Ve-nezia, ma tutti gli scrittori contem-poranei lo additarono col solo nomeaddottivo, e si perde la memoriadel precedente. Pomponio Gaurico,il Sansovino, Battista Guarino , ilSanudo ed altri lo ricordano consomma lode; e specialmente il Gua-rino, che compose un elegantissimoepigramma in lode della sua Ve-nere flagellifera, chiamandolo Pyr-goteles Venelits. Tra le sue operesono conosciute come certe il bassorilievo che vedesi sopra la porlamaggiore della Madonna dei Mi-racoli , rappresentante la Verginecol Bambino in braccio in vivacis-sima mossa , e la S. Giustina inmarmo posta sulla pila a mezzachiesa di S. Antonio di Padova
PIRLON O PILON ( Germa-no ), celebre scultore, che tiorlalld metà del sedicesimo secolo,viene annoveralo tra i migliori ar-tisti che conti la Francia. Tra lesue più celebri opere in marmoSi contano la/igura di donna mortaespressa in un basso rilievo sottola Statua di Diana di Poitiers ; lele® Grazie in marmo destinate aportare un’urna contenente le ce-neri di Enrico li e di Caterinade’ Medici, delle quali fu scritto,
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clte non altri fuori di Venere Ura-nia può avere comunicato un cosi-fino pensicre allo scultore per rap-presentare in decente forma que-ste divinila; diverse statue, bassirilievi, allegorie ed ornamenti peril mausoleo di Francesco I ; ec.
P1RO O PIERO LOMBARDO,scultore veneziano, fioriva in sul de-clinare del XV. secolo, e non de-ve confondersi con Piero Lombardodi Ferrara clic operava nello stessosecolo. Bernardo Bembo, trovandosinel 1481 in Ravenna nella qualitàdi governatore per la repubblicaveneta , chiamava colà il suo con-cittadino Piero per innalzare duecolonne sulla piazza di Ravennain sull’esempio di quelle di Ve-nezia , e scolpire il Leone e Lastatua di S. Apollinare protetto-re di Ravenna. Terminati tali la-vori nel detto anno , commettevaallo stesso scultore un monumentoa Dante, le di cui ceneri non ave-vano ricevuto onore conveniente al*1’ alta sua fama. Vero fe che questomonumento si mostra più modestoche non si conveniva, ma di lungamano superava il precedente, comedall’ iscrizione che vi fu posta :
Exigua tumuli Danthes hic sortejacebas
Squallente nulli cognite paene.situ.
At nunc marmoreo subnixus con-deris arcu
Omnibus et cullu splendidiore ni ^tes.
Nim'imm Bembus musis incensusEthruscis.
Hoc libi quein in primis hac co-luere dedit.
Terminato il monumento dcll’A-ligbieri, Piero tornava a Venezia,dove gli fu commesso di erigere lachiesa della Madonna dei Miracoli,nella quale sfoggiò tutto il magi-stero c 1’ eleganza dell’ arte sua, ccome valente architetto c come ele-gante scultore , ornandolo cstcrior-