PO
riguardino i suoi quadri da stanzane’quali emulò felicemente il pa-dre , ritraendo dal naturale animalie stoviglie . e trattando pastorali eContadineschi argomenti , o si con-siderino le sue tavole d’aliare, nellequali grandeggiò oltre il far bas-sanesco, come può vedersi nel sanFrancesco a Bassano nella Risur-rezione di Lazzaro alla Carità inVenezia, e nella Natività della Ver-gine a S. Sofia della stessa città.•Ma più che tutl'aitro lo resero ce-lebre in Italia e fuori i moltissimiritratti fatti per grandi personaggie per privati. Ricercato dall’impe-ratore Rodolfo II , il più illustremecenate delle belle arti che abbiaprodotto la casa d’Austria , ricusòdi abbandonare Venezia , dove si-gnorilmente vivea, onorato dal dogeGrimani del titolo di cavaliere. Nondobbiamo tacere aver egli portatoall’ eccesso il lusso e la magnifi-cenza in modo da renderlo in fac-cia al pubblico piuttosto oggetto discherno che di rispetto. Ma questifurono privati difetti di un valenteartista , e quindi debbono dileguar-si in facfcia al raro merito delle sueopere. Morì di 65 anni uel 1623.
PONTE (GlAMBAT. ), nato cinqueanni prima di Leandro, pochissimoattese alla pittura. È conosciuto unsuo quadro che conservasi in Gal-lio , e che alcuni biografi tentaronodi rapirglielo per darlo a Leandro.Ciò ad ogni modo dimostrerebbe ,che tal quadro è degno di Lean-dro , o che credevasi nell’ età suanon essere Giambattista molto dameno del fratello. Mori nel 1613.
(Girolamo) , 1’ ultimo deifigli di Giacomo , nacque in Bas-sano nel 1560, e si rese celebre conalcune tavole eseguite per Bassanoe per Venezia , nelle quali tenneUno stile che per rispetto all’ in-sieme e quello della famiglia , manelle parti s’accosta al fardi Lean-dro. Olite di che ha certe graziosearie di volli, ed un così gentile co-
PO 175
lordo che in grazia loro gli si con-donano la soverchia semplicità dellacomposizione e la debolezza dell’e-spressione. Morì di 62 anni , nel1622.
PONTI’ (N. db) , nato in Brus-selles circa il 1660 , dipinse pro-spettive ed architetture con moltogarbo, ma gli mancò la perfettadottrina della prospettiva. 11 pittoreBant popolò alcuni suoi quadri digentili figurine, che ne accrebberoil merito.
PONTORMO ( Jacopo Carduc-ci DA ) , nato nel territorio fioren-tino l’anno 1493, approfittò del ri-torno del Vinci in Firenze , perapprendere da così grand’ uomo iprimi elementi della pittura. Par-tito Leonardo frequentò la scuoladi Piero di Cosimo ; poi si accostòad Andrea del Santo, che sebbeneJo avanzasse di pochi anni, avea giànome di valente pittore. Era Jaco-po di sottile ingegno dotato, e tal-mente affezionato all’arte, che mainon stancavasi di lavorare ; ondenon è maraviglia che facesse rapi-dissimi progressi. Perchè , dicesi ,che Andrea, aombrato di lui, ioridusse co’ suoi duri e scortesi modiad abbandonare la scuola. Ma que-ste sono troppo comuni invenzioniperchè meritino di essere seriamen-te confutate. Basterà il far osser-vare , che nelle prime opere esegui-te dal Pontormo ai Servi ed a S.Michelino , mostrasi al tutto se-guace di Andrea , e talmente pos-sessore del suo stile , che non vi siscorge la fatica dell’ imitazione. Inappresso , sdegnando le lodi di fe-dele imitatore , che gli erano uni-versalmente date, si formò unostile suo proprio , di cui si valsealcun tempo specialmente ne’ qua-dri da stanza. Ma non tardò a dis-gustarsi ancora di questa secondamaniera : e passando ad una terzanon seppe accontentarsene , ondefecesi a cercare nuovi modi di com-posizioni e di pratiche, e sempre