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con meno [elice riuscita, perocché,costretto per variare, a scostarsi dal-l’imitazione deU’ottìmo, non è ma-raviglia che andasse peggiorando.Questa mala prova di cosi grandeingegno possa ,servire di ammae-stramento ai giovani artisti. Le pri-me opere di Jacopo hanno corre-zione di disegno e forza Idi colo-rito in sul fare di quelle di An-drea ; buon disegno le seconde, malanguide tinte ; quelle della terzamaniera possono piuttosto riguar-darsi quali servili imitazioni d’Al-berto Durerò, che non invenzionidi Jacopo, e sono veramente altutto indegne di cosi riputato uomo.Spettano all' ultima maniera il Di-luvio ed il Giudizio universale di-pinti a S. Lorenzo negli ultimi diecianni di sua vita , nei quali vollefar mostra della dottrina anatomicadi Michelangelo. A quest’ultimeopere, per onore dell’artista e del-l’arte fu dato di bianco sessantanniall’ incirca dopo la morte di lui,accaduta nel 1558.
PONTORS (Paolo) di Valenzaoperava circa il 1650; epoca in cuiarricchì di ragionevoli pitture il con-vento della Mercede, e la chiesadi S. Maria de Morella , in Va-lenza. Viene accusato di scorrezionedi disegno, difetto in parte com-pensalo dalla morbidezza del colorito.
PONZ (MosÈ ), uato a Valls ,nella diocesi di Tarragona, dopola metà del diciassettesimo secolo ,apprese a dipingere nella scuola deicelebri Juncosa. Sappiamo, che nel1722 lavorava nella certosa di ScalaDei , e che nel susseguente annodipinse a fresco una parte dell’ere-mitaggio di Nostra Signora dellaMisericordia presso Reus, dove con-servasi anche presentemente una bel-la pietà all’ olio. Coi disegni pro-prj e di altri maestri. Condusse al-tre opere moltissime, tutte non piùche mediocremente disegnate , malodevolmente colorite. Ignorasi l’e-poca della morte.
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- ( Margarita ) V. Hemery^
PONZIO (FlamminioLombardO). ‘Quest’insigne architetto, forse menoconosciuto che non lo merita, moriin età di 45 anni sotto il ponteli-cato di Paolo V. In Roma edificòin Santa Maria Maggiore la cap-pella Paolina per casa Borghese,costrusse la scala grande doppia alpalazzo Quirinale , e fece la fac-ciata del palazzo di Sciarra Colon-na , che è forse il suo capo lavoro.
PONZ.ONI ( Matteo caval. ) ,nacque in Dalmazia in sul declina-re del sedicesimo secolo, di dovepassato in Italia , fu allievo, posciaajuto di Santo Peranda nelle opereeseguite alla Mirandola. Andò inappresso scostandosi a poco a pocodallo stile del maestro , finche ot-tenne di possederne uno forse menoelegante, ma più morbido di quellodel Peranda. E se il Pouzoni , in-vece di copiare la natura quale glisi offriva, avesse cercato di far buo-na scelta delie parti più belle, oc-cuperebbe per avventura un distintoluogo tra i suoi contemporanei.Ignorasi P epoca della sua morte,
—— (Giovanni de’ ) milanese ,che lavorava circa la metà del quin-dicesimo secolo , dipinse in unachiesa suburbana , chiamata dellaSamaritana , un S. Cristofauo, chesebbene tutto di antico stile , mo-stra qualche lampo di bravura su-periore alla condizione dei tempi.
POOL (Rachele Ruisch van) ,nacque in Amsterdam , nel 1664,dal celebre anatomico Ruischio, edessendo ancora fanciulla cominciòa disegnare , come meglio poteva ,tutte le stampe che le venivano trale mani. Questa naturale inclina-zione persuase il padre a procu-rarle un maestro , e la pose sottola direzione di Guglielmo van A-elst, celeberrimo pittore di genere,che non tardò a vedersi in pochianni emulato dalla giovinetta al-lieva. Ben tosto i suoi quadri la fe-cero conoscere in patria e fuori, e