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Tomo terzo.
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«1 suo Inverno ci pare ili sentirfreddo , o di essere nel cuore del-l’estate e sotto ardente clima quandos ‘ vedono le arie soffocate caldissi-me dei quadri rappresentanti que-sta stagione. Alla bellezza e veritàdel paesaggio corrispondono le figured uomini e di animali, eseguite conmollo spirito, e quali doveva farle£ hè fu prima pittore di ligure chepaesista. Mori cinque auui primadello zio , nel 1729.

RICCIANTI (Antonio) fiorenti-no, fioriva dopo il 1650, ma pareche nou uscisse giammai dalla me-diocrità ; altro nou dicendosi di luinella Serie degli uomini illustri inpittura , se non che fu allievo diVincenzo Dandini.

RICC1ARDELLI ( Gabriello ) ,napolitano, fu scolaro di van Bloe-men , uno de’ pittori adoperati dalre Carlo di Borbone per ornare lacorte. Il Ricciardelli nou era sola-mente quadraturista, ma sapeva farpaesi che molto si avvicinavano aquelli del maestro. Fioriva avanti

il 1750.

RICCIARELLI (Daniele) nato inVolterra circa il l5Ò0,poiih’ebbeap-presoa disegnare sottodSodoma, pas-so nella scuola di Baldasssre Peruzzi,poscia fuallievoedajutodiPieriiio delVaga; dopo la di cui morte terminò,per ordine di Paolo III, le opere chequesti lasciava non terminate nellasala dei re. Stando Daniele in RomaPrese ad imitare il Bollanoli, che,co, »piacendosi di così valente se-S u ace, 1 0 a jutò in ogni modo e colla® u a protezione, e coll’accomodarloi Pr°prj disegni. É non è da dii-1 arsi che non vada in parte dehi-ore a Michelangelo del nome gran-itissimo elle gli acquistò quella ma-ravigliosa Deposizione di Croce cheaniele fece p er | a chiesa della Tri-nità dei Monti, che viene universal-mente riguardata per uno dei tremigliori quadri di Roma, colla Tras-tgurazioue di Raffaello e la Comu-nione del Domenichiuo. Altre pre-Diz. degli Arch. ccc. t. hi.

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gevolissime pitture fece il Riccia-relli, il quale fu poi incaricato dimodellare per essere gettata in bron-zo la statua equestre di Enrico Ure di Francia : e già tutto avea con-dotto a buon termine quando fuin Roma da subita malattia rapitoalle arti in età di 57 anni. Fu que-st’ uomo fiero disegnatore in sul faredi Michelangelo; ina perchè avevaappresa la pittura piuttosto colla fa-tica, che per naturale disposizione,scorgesi nelle sue opere qualche sten-to di pennello, e talvolta mancanzadi espressione. Se non avesse fattache la sola Deposizione, dovrebberiguardarsi per uno dei più eccel-lenti pittori che abbia avuto l'Italia.

RICCIO ( lì auto lo m il co Ne no NIDETTO IL ) fu scolaro e genero delRazzi , dopo la morte del quale adegli altri tre luminari della scuolasenese, tie sostenne egli per più annila gloria. Oltre le belle opere distoria , quali sono il Deposito diCroce alle Derelitte ed il Crocilissndella chiesa degli Osservanti, oltrepoc’ altre pubbliche e private ope-re, che conservansi in Siena, lavoròaucora di prospettive e di scene dateatro; e più avrebbe fatto in pit-tura se meno fosse stato adoperatocome architetto in patria ed in Luc-ca , nelle quali città furono erettisui disegni di lui e sotto la sua di-rezione importanti edilicj. Fiorivadopo il 1550.

- (Domenico) , detto il Bru-

sasorci, nacque in Verona nel 1491 ;apprese i principi della pittura inpatria sotto il Giollino , poi re-cossi a Venezia per studiare leopere di Giorgione e di Tiziano,che imitò assai da vicino, comesi vede nelle prime sue cose, lequali se avessero tinte alquantopiù calde male si distinguerebberoda quelle ilei sommo esemplare.Tali sono in Verona il S. Rocco checonservasi nella chiesa già degliAgostiniani e varj quadri da stanzadi profano argomento. In appresso