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Tomo terzo.
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UIMERICI (Giovassi), fiorì pocodopo i tempi di Giotto, in Rollini;ed è per avventura il pòi antico pit-tore di quella città , dove, ch’iosappia, non conservasi alcuna suaopera certa. Operava ancora ne!l5St>.

RIM1N ALDI (Orazio), nato inPisa nel 1598 , fu in patria ed inRoma allievo dei due Lomi. Sgra-ziatamente lasciossi in Poma «(fa-scinare dalla maniera del Caravag-gio ; ma presto rinvenuto, prese asua guida le opere del Domenichi-no ; e fu per avventura il suo piùdegno emulo. Il Rimmaldi vuol es-sere riguardato come uno de’ mi-gliori artisti toscani: >< Grande in« sul far caraccesco nei contorni e« nei panni, vago e grazioso nelle« carnaggioni, facile e delicato nel« maneggio del pennello, non avria« inendo per così dire, se non ser-« vivasi di cattive mesticlie, che pre-u giudicarono assai le sue opere ■>.Le principali e più conservate ador-nano la cattedrale della sua patria.Le due Storie Scritturali, del coro,e l’Assunta dipinta all’olio nellacupola, sono forse i più bei lavoridi pittura che a que’ tempi si ese-guissero in Toscana: ma quello del-i’Assunta fu 1’ ultimo lavoro delRiminaldi, rapito alla patria da so-verchia fatica, o, come alcuni vo-gliono, da contagio, nella freschissimaetà di 52 anni. Altre chiese di Pi-sa, ed alcune private quadrerie pos-sederlo qualche sua opera ; e nelpalazzo Pitti conservasi il Martirio diS. Cecilia. Terminò l’opera dell’As-suuta, ma debolmente, suo fratello— ■ (Girolamo), il quale pocolavorò in patria : ma ed in patriae fuori ebbe pur nome di valentepittore. Fu chiamato a Napoli a di-pingere la cappella di S. Gennaro ;indi passò a Parigi alla corte dellaregina Maria. Per 1’ opera dell’As-sunta , condotta molto avanti daOrazio, e terminata da lui, nou ot-tenne che il modesto premio di5,000 scudi.

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RIMINO (Giovanni da), celebrepittore del quindicesimo secolo, ope-rava dopo il 1 450, come ne finno te-stimonianza due quadri, nei quali alproprio nome aggiunse il 1459 edil 1 Idi ; e si hanno memorie dilui lino al )470. Un’altra tavoladi questo pittore senza data di annoconservavasi a Bologna nella qua-dreria Creola ni.

■-^Bartolomeo da). V. Coda

Benedetto.

- (Lattanzio n\). V. Marea

della.

RINALDI ( SiNTI ) , fiorentino ,chiamato il Tromba, fu scolaro delFurini; ma perchè meno- di me-diocre pittore, è pochissimo cono-sciute nella stessa sua patria.

R1NCON (Antonio), nacque aGuadalaxara nel I44d, e fu il pri-mo de’ pittori spagnuoli ad allonta-narsi dalla maniera gotica , a darerotondità e nlievo ai contorni, ca-rattere e belle proporzioni alle figu-re. Sebbene seguisse piuttoslo lanatura che altri esemplari, scorgesinelle sue opere qualche lontana imi-tazione di Andrea del -Castagno edel Ghirlanda»). I re cattolici Fer-dinando ed Isabella lo crearono pri-mo pittore di corte, e gli accorda-rono il titolo di cavaliere in ricom-pensa de’ loro ritraiti abbastanza so-miglianti, e risguardati a que’ tempinella Spagna quali lavori d’ unostraordinario merito. Fra molt’altrepitture, in gran parte perite, ebberocelebrità i diciassette grandi quadrieseguiti per la parrocchia di Bob-bedo di Chavela , rappresentanti ipiù importanti fatti della vita diMaria Vergine. Mori in Siviglianel 1500, colà trovandosi in qualitàdi cortigiano presso a’ suoi sovrani,cui erasi reuduto carissimo per lesue gioitili maniere , per granditalenti e per morali virtù. Suofigliuolo

-(Ferdinando) dopo la morte

del padre andò a dimorare stabil-mente in Toledo, dove nel 150 o