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sedicesimo secolo. Ma il nuovo pit-tore, adescato dagli allettamenti delgiuoco , si ridusse in cosi poverostato , che per provvedere al pro-prio sostentamento e per alimentarela crescente passione, faceva quadriaffatto indegni del suo nome. Morìdi 84 anni in Genova già da tuttidimenticato.
ROBBIA (Luca, dalla), figliuolodi Simone di Marco, nacque in Fi-renze Fanno 1388 ; e poi eli ebbeappresi gli elementi delle lettere ,fu dal padre messo ad imparareF arte dell’ orefice con Leonardo diser Giovanni, presso al quale si fecevalente nel diseguo e nel modellaredi cera. Era ancora giovinetto quan-do condusse alcune cose in bronzoed in marino, che fecero concepiredi lui grandi speranze : onde , la-sciato il mestiere dell’oreficeria, sidiede interamente alla scultura, econ tanto calore che consumavatutto il giorno nello scarpellare egran parte della notte nel disegna-le. Hanno creduto alcuni che stu-diasse alcun tempo presso LorenzoGioberti; ina non facendone cennoil Vasari , ed altronde diverso es-sendo lo stile di Luca , non osereiappoggiare quest’ asserzione. Noncontava che quindici anni, quandoinsieme ad altri giovani scultori fucondotto a Rimici, dove fece per ilmonumento della moglie di Sigi-smondo Malatesta alcuni bassi rilievilodati assai. Richiamato a Firenzedagli Operai di S. Maria del Fiore,fece per il campanile della medesi-ma cinque piccole storie in marmo,che per pulitezza, grazia e disegnosuperarono le due latte dal Giotto.Aveva diciassett’ anni quando glistessi Operai gli commiscro I’ or-namento di marmo di uno dei dueorgani della stessa chiesa, nel qualelavoro, comunque si portasse benis-simo, ebbe a sostenere con qualchesvantaggio la concorrenza di Dona-tello, cui l'uron dati a fare gli or-namenti dell’ altro organo. Ad ogni
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modo piacque tanto l’opra di Lif'ca, che gli fu data a fare la portadi bronzo della sagrestia sotto allostesso organo , nella quale fecedieci storie del nuovo testamento ,e diverse teste bellissime ed altriornamenti. Terminati tali lavori, evedendo Luca , che quanto avevaavanzato era troppo piccola ricom-pensa del luti go tempo e fatiche im-piegate, risolse di lasciare il marmoed il bronzo ; al tutto disposto ,quando gli riuscisse bene una suafantasia, di lavorare soltanto di ter-ra. Consisteva questa nel trovare unmodo mediante il quale le opere diterra si potessero lungamente con-servare ; e dopo molle esperienze gliriuscì di dar loro una coperta d’in-vetriato addosso , fatto con stagno,antimonio ed altri minerali t mi-sture cotte al fuoco d’ una fornacea posta , che faceva benissimo que-sto effetto e faceva V opere di terraquasi eterne. Le prime opere di que-st’ invenzione le condusse egli inS. Maria del Fiore, tanto nell’arcosopra la porta eh’ egli aveva fatta dibronzo che sopra F arco dell’altrasagrestia, dove Donatello aveva fattigli ornamenti dell’ altro organo. Manon bastando a Luca questa cosìvaga ed utile invenzione, alle primeopere di terra che laceva semplice-mente bianche, aggiunse il modo didar loro il colore, cosa che a tuttiriuscì gratissima. Piero di Cosimode’ Medici fu il primo a farlo lavo-rare di terra colorita ; al quale con-dusse opere di tanta perfezione ecosì vaghe , che la fama di questasua invenzione non solo si sparseper tutta F Italia , ma in diverseparti d’ Europa , onde per soddis-fare alle l icei che di quelli che nevolevano, i mercanti fiorentini con-tinuamente gliene commettevano permandarne in ogni parte. Dopo rioLuca si volse a cercare il modo didipingere le figure e le storie insul piano di terra cotta , e tehee-mente vi riuscì, coma, oltre molte