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la sagristia de’ SS. Apostoli , chtricorda io stile paterno, sebbene as-sai lontano per conto di merito.
SACCHI (Carlo) nato in Paviaavanti la metà del diciassettesimosecolo, apprese i principi dell’ artein patria, poi continuò i suoi studjin Roma ed in Venezia. Ad ogni mo-do dei diversi stili delle due scuoleeh’ egli frequentò pare che non siformasse un terzo stile suo proprio,ma seguisse ora 1’ uno ora 1’ altro,come meglio gli tornava , onde inPavia vedonsi in pubblico ed inprivate quadrerie pitture che ricor-dano la maniera di Paolo, altre chesi accostano al far della scuola ro-mana , qual era alla metà del di-ciassettesimo secolo. Fu buon colo-ritore , ornatore sfoggiato , spiri-toso nelle attitudini e fors’ ancoraoltre il dovere. Morì in patrianel 1706.
- (Pier Francesco) di Pavia.
Intorno a questo artista, lodato daPaolo Lomazzo, e che operò moltoin Lombardia ed in Genova in etàassai lontane, cioè dal 1460 al 1526,nasce ragionevole sospetto che siacorso errore nelle date. È certo in-tanto che delle sue conservate operenessuna mostra il moderno stile delsedicesimo secolo, cui un uomo delsuo non comune merito avrebbetentato di accostarsi ne’ lavori del1526, quaudo io Roma, in Vene-zia, in Toscana, in Milano fioriva-no , o dì già erano morti i grandimaestri del bello stile. Quello delSaccbi si avvicina a quello di CarloMantegna , forse suo compatriollo.
(N-) di Casale, contempo-raneo ed in alcune opere compagnodel Moncalvo , fiorì ne’ primi annidel diciassettesimo secolo. A S. Ago-stino di Casale cooservasi uno sten-dardo con la Vergine circondala davarj Santi, alcuni de’quali sono ri-tratti di principi Gonzaga ; comepure un’ Estrazione di doti congrandissimo concorso di persone dì•gui sesso ed età , ne’ di cui volti
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ed attitudini espressi vedonsi viva-mente i rispettivi effetti.
- ( Antonio), nato in Como
circa il 1650, terminò i suoi studjin Roma , non è noto sotto qualemaestro, e tornato in patria presea dipingere una cupola. Ma perchèmal conosceva le regole della pro-spettiva, prese il punto tropp’ alto,e fece tali sproporzionate figure,che si accorò, e morì di dolore1’ anno 1697.
—— (Gaspare) da Imola fiorivane’ primi anni del sedicesimo se-colo e molte pitture condusse inRavenna ed in altre città della Ro-magna. In Bologna a S. Francescoconservasi una sua tavola fatta nel1521 , cd un’altra in Imola nellasagristia del Castel Sau Pietro colnome dell’artista e l’anno 1517.
-... (Giulio), scultore in legno,nativo di Casal Maggiore, poich’ebbeimparata 1’ arte sotto il Bertesi, edebbe acquistato nome per alcunilavori eseguiti in patria , andò adesercitar l’arte sua in Spagua , elungamente vi si trattenne. Di ri-torno in patria, lavorò diverse cosein Cremona , dove avea condottealcune opere, prima di abbandonai 11’ Italia. Gli si attribuiscono la sta-tua del bambino Gesù sopra untrono , uu Cristo fatto nel 1719 ecollocato sopra 1’ altare di S. Gia-cinto, nella chiesa di S. Domenico,come pure la statua di questo isti-tutore dei frati predicatori al su®altare. Per ultimo è lavoro del Sac-rili la Vergine A ddolorata che sor-regge sulle ginocchia il morto Re-dentore , che vedevasi nella chie* 3di S. Gregorio.
■ — (Pietro) detto lo spa^nuol#'era cremonese ed apprese a dipin-gere in Bologna. Di ritorno in p a .'tria, fece alcuni ragionevoli quadri»e tra questi uno rappresentante b»Egidio, S. Omobouo e S. Liborio»il primo de’ quali in abito pontili'cale. In alto una gloria con Mari*Vergine.