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Tomo terzo.
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le accademie d’Italia , e col conti-«Hio esercizio s’impossessò delle piùbelle maniere de’grandi maestri. Sidice che fu il primo a porre inopera una certa sodezza di taglionon più usata , nella quale fu damoltissimi imitato , da veruno su-perato. Fu lungamente ai servigi diKodolfo II, da cui ebbe annuo sti-pendio, avendo continuato a lavo-r *re sotto tre consecutivi imperato-*'• Mori Egidio nel 1629. Fra les ue stampe , troppo note souo leseguenti ;

Maria Vergine assisa col Bambinosopra le ginocchia ed in disparteS. Giuseppe , dal Durerò.

Cristo Risorgente, dal Tintoretlo.

La Beata Vergine con il bambinotu grembo, cui sta appresso S. Gio-vannino ; ossia la Madonna dellaSeggiola , da Raffaello.

11 ricco Epulone tra le fiammetormentato dai deinonj , da Palmail giovane.

S. Sebastiano legato ad un al-bero , dallo stesso.

SADELER ( Marco ). Sebbenenon si abbiano circostanziate noti-zie di stampe incise da lui, non èperò a dubitarsi che non abbia eser-citata 1’ arte della propria famiglia,presso la quale seppe rendersi be-nemerito nella qualità di editoredelle stampe de’ suoi congiunti.

— (Giovanni) il Giovane am-maestrato in famiglia , intagliò di-verse opere tratte dai più insigni(nitori ; tra le quali la Sepolturadi Cristo, da uu bellissimo quadrodi Federigo Barocci.

( Raffaello ) il Giovane ,hgho ed allievo dell’ intagliatoredello stesso nome, si fece conoscerenon indegno di appartenere ad unafamiglia tanto benemerita dell’artecolla stampa rappresentante uu’As-sunta di Maria Vergine al cielo ,tratta da Mattia Kagcr, col ritrailodi Giovanni principe c conte diIloenzollern, ec.

- (Tobia) operava nel 1672,

Diz. degli Arvh. tee. t. ili.

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nel quale anno fu stampata in Vien-na la storia dell’ imperatore Ferdi-nando 111 del conte Galeazzo GualdoPriorato, ornata di alcune belle vi-gnette, incise da Tobia.

— (Egidio) nacque in Anversanel 1571, e fu allievo di Giovannie di Giuseppe Sadeler suoi con-giunti ; ai quali si couservò sempreaffezionato. Da principio applicossialla pittura ; e quando Giovanni eRaffaello risolsero di viaggiare, nouvolle separarsi da loro. Vide per-ciò in loro compagnia una partedella Germania , e lungamente sitrattenne con loro in Ita! ia , doveintagliò un gran numero di ramitratti da varj maestri tutti italiani.Chiamato poscia a Praga dall’ im-peratore Rodolfo 11, ebbe da que-sto grande mecenate delle arti con-veniente pensione, che gli fu con-tinuata dai successori Mattia, eFerdinando II. Liberato colà daogni cura di provvedere al propriosostentamento, fece un ragguarde-vole numero di stampe , le qualinon gli tornano a lode soltanto perla quantità, ma eziandio per la qua-lità : avendo per un rispetto e per1’ altro superati a grande distanzatutti quelli della famiglia Sadeler,tanto dell’ arte benemerita. Sono lesue incisioni, per un certo gusto ditaglio, più analoghe agli originali,che non quelle de’ suoi congiunti.Tagliò con bulino più fino qualun-que volta gli sembrò che il biso-gno lo richiedesse , ed adoprò untaglio più largo ne’ ritratti e neiquadri di storia, dove sembravagliche più la qualità del soggetto lorichiedesse. Ad Egidio è pur dovutala lode d’ aver saputo dar forzaconveniente alle sue stampe, senzaquel soverchio nero , che soglionoalcuni moderni con dannosa pro-digalità adoperare. Può dirsi ancoraaver egli creala c condotta alla per-fezione l’incisione dei ritratti; comepure, che migliorò d’assai quella delpaesaggio, Chiuderemo quest’ arti-