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padre, e fu uno rie’ buoni frescantide’suoi tempi, ma lontano assai dal-l’eccellenza paterna. In Pisloja con-servaosi di questo pittore alcuni ra-gionevoli freschi.
SAN GIOVANNI (Oliviero da),ferrarese, dipingeva circa il 1450, enel principio del diciottesimo se-colo conservavansi tuttavia in Fer-rara alcune immagini di Madonnaa fresco di non Spregevole maniera.
- SEVERINO (Lorenzo da)
nel territorio di Camerino , fiorivacirca il 1470, nella quale epoca di-pingeva con un suo fratello, di cuiignoriamo il nome, le gesta diS. Giovanni Battista in un oratoriodi Urbino. Operarono pure in al-tri luoghi , e qualche loro pitturaconservala fino al presente , non èfatta per darci una troppo vantag-giosa idea della loro pittorica abilita.
SANTA CROCE ( FrancescoRizzo da). nel territorio bergama-sco, fiori nella prima metà del se-dicesimo secolo, e tu costantementeattaccato al vecchio stile, come lodimostrano diverse opere esistentiin alcune chiese del territorio diBergamo, con segnat. : FrancescoRizzo da Santa Croce depense 1528,1529, 1541.
——- ( Girolamo ) , bergamascoancor esso, operò dal 1500 al 1549.Di questo valoroso artista, dimen-ticato dal Vasari e dal Boschini, edal veronese Ridolfi annoverato tragli ostinati seguaci dell’ antico sti-le , viene a ragione dallo Zanetticollocato fra coloro che più si ac-costarono allo stile di Giorgione edi Tiziano. L’opinione del modernoscrittore è appoggiata a diverse ta-vole e quadri da stanza , che diquesto valente artista si conservano• in Venezia, io Treviso, in Bergamo,niuna delle quali pitture sente puntodell antico. Nella quadreria Carraradi Bergamo vedevasi una Deposizio-ne di Nostro Signore , col ritrattodel pittore, nella quale trovasi unagrazia di composizione, uno studio
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di scorti e di nudo , un tempera-mento di colori che mostrano ilSanta Croce non meno studiosodella Veneta che della scuola ro-maua. Due altri quadri ho vedutipresso il conte Teodoro Lecchi, chelo mostrano degno di aver luogotra i migliori pittori del buonsecolo.
- (Pietro Paolo) Operava in
sul declinare del sedicesimo secolo.Fu dì lunga mano inferiore a. Gi-rolamo , ma non tanto che debbaomettersi nel catalogo de’ valentipittori. Couvien dire che lungamen-te dimorasse in Padova, vedendosiin questa città quadri dipinti dalui iu parecchie chiese, tra i qualiuna Madonna all’ Arena.
—— FEDE (Francesco), na-politano, scolaro di Andrea da Sa-lerno, fu uuo de’ più robusti colo-ritori di quella scuola, ed a verunoinferiore nel disegno. Le sue piùlodate opere sono i quadri del palcodella Nunziata , ed un Deposto diCroce nella quadreria del principedi Somma. Fu suo figlio ed allievo
— ( Fabrizio ), il quale cosìperfettamente imitò il padre , chenon possono distinguersi le opereloro, che per gli scuri alquanto piùcarichi ne’quadri di Francesco. Fa-brizio era nato circa il 1560, emori nel 1634. Non è noto chefuori del regno di Napoli esistanopitture di questi due maestri.
S ANT'AGOSTINI (Giacomo An-tonio), nato a Milano nel 1588, fi*scolaro di Cari’Antonio Procaccinie ragionevole pittore ; ma poco ope-rò, almeno in pubblico, onde piùche dalle proprie pitture gli si develode per avere educati nell’arte suai figliuoli
-(Agostino e Giacinto), ì
quali unitamente e separati fecerobelle opere in diverse chiese della,loro patria, quali sono due grandiStorie a S. Fedele , ed una SacraFamiglia di Agostino in S. Ales-sandro, Agostino fu il primo che