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Tomo terzo.
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scrisse intorno aJlc pitture di Mila-no , pubblicando nel 1671 un li-briccino intitolato : l' immortalitàe glorie del penatilo ; che sebbenedilettoso per molti rispetti, è peròpregevole per molte notizie di cuisenza questo libro saremmo privicon gravissimo danoo della storiapittorica della Lombardia. Iguoransile precise epoche della loro nascitae morte.

SANT’ANTONIO (F. Barto-lommeo da S. ) nacque a Ciecpo-zuelos nel 1708, e professò ne’Tri-nitari scalzi, l'anno 1724, poi cheebbe appresi in Madrid i principidella pittura. Mandato a Roma nelconvento della sua religione, appro-fittò della lunga dimora fatta inquella capitale per migliorare nel-I’ arte sotto Agostino Masucci. Tor-nalo in Spagna , condusse molteopere per il convento del suo or-dine in Madrid ; ed in occasionedell’ apertura dell’ Accademia diS. Fernando , fece un bel quadroche gli meritò il titolo di membrodell’accademia. Fra i molti quadrifatti per il convento di Madrid,è riguardato quale suo capolavoroun’ Orazione all’ Orto, nella qualevedonsi bellissimi partiti di ombree di lumi , le figure disegnate conbravura, e mosse con spirito senzache cadano nel manierato. Morìnel 1782.

SANTA RELL (Gaetano) , natoin Pescia, fu allievo di Ottavio Dan-dini. Le opere della sua gioveutìierano tali che facevano sperare chein matura età farebbe tali pittureda superar quelle de’ presenti arti-sti, ma tolto da precoce morte allesperanze degli amici ed all'arte, nonrimasero che i primi frutti del gio-vanile ingegno.

SANTELLI (Felice) romano, evalente pittore del diciassettesimosecolo, operò nella chiesa de’Fratispaglinoli del Riscatto in Roma acompetenza del cavai. Baglioue ,senza perdere nel confronto ; ina la

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migliore tavola che di lui si cono-sca, conservasi a Viterbo nella chie-sa di S. Rosa.

SANTERRE ( Giovanni Batti-sta) nato a Magues presso PontozeI’ .mno 1651 , fu allievo del Bonn-longue, che lo rese valente pitto-re. Per altro non era il Santerrcdotato di vasta immaginazione, ondepoter intraprendere opere grandi, equindi , conoscendosi , non trattòche piccoli soggetti di storia, 0mezze figure isolate. Ebbe in com-penso castigato disegno ed un toccoassai finito , e dava alle teste gra-ziose espressioni ; se non che il so-verchio finito rende le sue figur®alquanto fredde. Il capolavoro diSanterre è, per comune consenso,il quadro di Adamo ed Èva: ed ®eziandio pregevole quello della Su-sanna al bagno, che conservasi nell*reale galleria di Parigi.

SANTI (Antonio) nato in Ri-mini circa il 1670, apprese in Bo-logna gli elementi della pi11u rauella scuola del Crespi. Studiò p°)scia da se sui migliori esemplai)dei Caracci e dei loro grand 1allievi , onde di ritorno io [’*"(ria ha potuto coiidurre alcun®pregevoli opere. Recavasi non p e ('tanto a Venezia onde acquistaregusto del colorire di quella scuola-ma colà sorpreso da incurabile in”ferinità quando appena contava 3anni, mancò all’ arte, lasciando uiverse pitture che fanno desidera 1 * 1che fosse più lungamente vissuto-

SANTE (Domenico), bolognese-detto il Mengazzino, nacque nel l6'!'è uno de’ migliori allievi del M 1telli. Condusse iu Bologna nio*prospettive ai Servi , a S. Colo 111bano, nel palazzo Ratta ed alu’ 0 *®’nelle quali fecero le figure il F u _rioi ed il Canuti. Colorì pure t ,r *)spetti ve assai belle in tele, _d« .quali sono ricche le quadrerieBologna. Morì nel 1694.

— (Bartolomeo) pittore ‘®tralc, nacque in Lucca circa u >