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■tentanti i dodici Apostoli, intagliate
in legno, di sua invenzione.
SCHIANTESCHI (Domenico) na-to a Borgo San Sepolcro dopo lametà del diciassettesimo secolo, ap-prese dai Bibiena a dipingere pro-spettive, dì cui ne colori molte trale principali case della sua patria,dove fino al presente sono tenutein pregio. Operava ancora ue’primianni del diciottesimo secolo.
SCIIIAVONE (Andrea) da Se-benico, detto Merlala. , nacque nel1522 , e fu dal padre condotto aVenezia per apprendere la pittura;mostrando fino dalla fanciullezzagrandissima disposizione per que-st’ arte. Ma nou andò molto , elletrovandosi bisognoso d’ ogni cosa ,invece di occuparsi degli studj del-1’ arte, era costretto di fare, il me-glio che sapeva, alcuni quadrelli;onde cavarne di che vivere. Fortu-natamente fece la conoscenza di Ti-ziano , il quale vedendo , elle conmiglior metodo di studj , potrebberiuscire valente maestro , cercò diporlo in maggior credito , annove-randolo tra i valenti artisti che do-vevano dipingere la libreria di S.Marco. O che in quest’ opera loajutasse co’suoi disegni Tiziano,siccome alcuni sospettarono, o sol-tanto rivedesse quelli del giovanedipintore , certo è che ne' lavoridella libreria riuscì più corretto chein ogni altro, e d’ allora in poi co-minciò ad aver nome di valente pit-tore , nè più gli mancarono buonecommissioni. E veramente lo Schia-vone è una luminosa testimonianzadella forza che ha il colorito nellecose della pittura, che quando ven-ga portato a certo grado di perfe-zione, o non ci lascia vedere, o cirende inclinevoli a perdonare qual-che diletto di disegno. Lo stessoTintoretto che tanto acerbamentes i era lagnato di Tiziano perchèavesse posto lo Schiavone tra i pit-tori della libreria, rise giustizia al-1’ eccellenza del suo colorire , te-
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nendo una sua pittura nel propriostudio, ed a tutti dicendo, che ognipittore dovrebbe colorire come A 11 'drea e disegnar meglio. Non cosifece il Vasari, il quale ebbe a direavere lo Schiavane solo per disgra-zia fatta qualche opera buona ; p ella quale sconsiderata censura fu daAnnibale Caracci acerbamente ri-convenuto. Ed in vero, se facciasiastrazione del disegno , ogni altraparte dello Schiavone è lodevole, emolte cose sono eccellenti , veden-dosi nelle sue pitture bella compo-sizione , vaghissimo colorilo, toccodi pennello facile e grazioso, buongusto di panneggiamenti , mossescelte e dottamente contrastate, edin particolare certe teste di vecchioperfettamente dipinte. Ma la gloriadello Schiavoue , come accade delvero merito, crebbe dopo la moriedi lui , onde i suoi quadri da ca-valletto , particolarmente di argo-mento mitologico, si levarono dallecasse e dalle banche , e si colloca-rono nelle più insigni quadreried’Italia, e di Oltremouli. Mori di60 anni.
— ( Gregorio ), condiscepolidel Mantegna, tenne uno stile chepartecipa di quello dello Squarcio!!*e di quello dei Bellini. DipinSfmolti graziosi quadretti , ornati d 1belle architetture e di leggiadri pia-tirli. In uno , veduto dal Lanzi 3Fossombrone, erasi sottoscritto; Op ulSchiavami Dalmatici Squarzani $•( scolaris. )
— (Luca), celebrato da PaoleLomazzo come principe de’ricama-toti, fioriva iu Milano circa il 1450'avendo in taf epoca ammaestratenell’arte sua Girolamo Delfiuon®-il quale fece poi in ricamo il (1 'tratto somigliantissimo del duca L°*dovico Sforza.
SCIILAVONETTI (Luigi)gliatore a granito inglese , nacqo ea Bassano circa il 17Ò0 . ed ap-prese gli elementi del disegnodell’ intaglio in patria nel ri eco sta
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