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distinti allievi di Gollius', e si di-stinse mercè le sue incisioni in le-gno di vigorosa esecuzione. Intagliòvarie cose ancora a bulino. La suapiù importante raccolta porta il ti-tolo di Iconica Haeresiarcarum ec.che offre moltissimi ritratti , inta-gliati sui proprj disegni. Un’ altraraccolta di ritratti è quella deiconti d’ Olanda e di Zeelanda, tuttidisegnati da lui. Fra le sue stampein rame trovansi le seguenti :
Ritratto di Giovanni Calvino.
i __ di Francesco Valejoduca
d’Alencon.
—— dell’ imperatore Carlo V
in piedi.
- della regina Elisabetta in
piedi ec.
Stampe in legno.
Seguito di dodici stampe istori-ci) e.
Ester davanti al re Assuero.
Adorazione de’ pastori, da Bloe-maert.
Seguito di quattro fogli rappre-sentanti Giuditta, Davide, Sansonee Sisara , da Goltzio.
Seguito di quattro pezzi rappre-sentanti gli Evangelisti ec.
SICKLEERS ( Pietro van ) dieoperava circa jl 1750, si fece nometra gl’ intagliatori in rame per unseguito di stampe rappresentanti tuttii re di Francia da Faramondo finoa Luigi XV.
SIEGEN. o SICIIEM (Luigi von)luogotenente colonnello al serviziodel Langravio di Assia Cassel, nac-que circa il 1620, e fu l’inventoredell’ intaglio alla maniera nera. So-no conosciute per suo lavoro le dueseguenti stampe :
Amalia Elisabetta , Langravi:) diCassel.
La Sacra Famiglia, in cui vederiS. Giuseppe con gli occhiali , diAnnibaie Caracci.
SIENA (Ausano da) nel prin-cipio del quindicesimo secolo avevanome di eccellente pittore. Del 1122
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dipinse a fresco sopra la porta Ro*mana quella Coronazione della Ver-gine, tino all’età nostra conserva-ta , la quale molto si avvicina alfare di Siroone, e forse per alcunirispetti lo vince. Una tavola a tem-pera dello stesso artista, ma noncosì bella, può vedersi nella chiesadi Pienza,
— ( Berna , ossia Bernardoda ) fioriva dopo la metà del quat-tordicesimo secolo, e fu quello,per confessione del Vasari, che co-minciò a ritrarre al vero gli ani-mali, avendo altresì saputo dareconveniente espressione alle umanefigure. La sola pittura conservatache di costui si conosca, è un fre-sco nella Pieve d’Avezzo, nel qualemostrasi diligente nel trattare leestremità; mentre nelle vesti e nellepratiche del colorire trovasi infe-riore a non pochi suoi contempo-ranei.
- (Duccio, ossia Guiduccio
Boninsf.gna ) fu uno de’ più anti-chi maestri , e dicesi scolaro delSegna. Nel 1311 , mentre Giottodipingeva in Avignone, fece Duc-cio la celebratissima tavola della casadell’Opera, che forma epoca nel-l’arte. Lavorò intorno a questa treanni, essendo vasta assai , siccomequella che doveva essere collocatauei maggior altare della metropoli'tana. È dipinta dai due lati congrandi figure di storie evangelichedistribuite in molti spartimenti nell®faccia che guarda il coro. Sebbeneritenga ancora molto della così dell*maniera greca , è la più copiosa di fi'gure ed una delle meglio condottetavole di que’ tempi. Ebbe Ducciograndissima fama iu tutta la To'scana, e dipinse in molte di quellecittà, non esclusa Firenze, a S. To'nilà. Le prime sue opere appai teli'gono al 1282 , e continuò a lavorareImo quasi al 13-10; onde non può darsifede al Baldinucci, che lo pretendoscolaro di Giotto. .
—— ( Francesco da ) scolaro dei