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Peniz.ii, fiorì circa la meta del sedice*simo secolo. Fece qualche ragione-vole dipinto a fresco , ricordato àn-cora dal Vasari; ed in Siena vienecreduto autore di alcuni rabeschiben condotti assai.
SIENA (Ekancesc’Antonio da)probabilmente allievo del Barocci ,dipinse nel convento degli Angeli,sotto Assisi, una Cena nel 1614, incui sono alcune buone cose, in gra-zia delle quali gli si condonano leparti mal condotte.
—— ( Francesco di GiorgioDa) fioriva nella seconda metà delquindicesimo secolo , e la ad untempo pittore , scultore , archi-tetto. Per conto della pittura vienea ragione lodato per essere-stato: piimi a far scortare con giusta
de
prospettiva i piani ; a pieg®* 1 -turalmente i drappi, ed a avolti, se non bellezza, varietà edespressione. Non cosi può usirispetto alla scultura, nella qualerimase di lunga mano al di sottodi Agnolo ed Agostino suoi concit-tadini , sebbene da un secolo emezzo lo abbiano preceduto. Nulladiremo dell’ architettura , perocchénon potè o non seppe approfittaredei primi lumi dati intorno e que-st’ arte da Bruuellesclii e da LeonBattista Alberti.
Tornando alla pittura, la sua piùlodata opera è la Strage degl’Inno-centi fatta per i Servi di Sienal’anno 1491. Aveva di già trattatoIo stesso argomento in altri Ipoghi ,e segnatamente in Napoli, onde incambio di variarne la composizio-ne , andò replicando la prima, mi-gliorandola però sempre in qualcheparte-
— —* ( Giorgio da ) detto ilGiannetta , fu scolaro del Meche-rino; poi lasciato questo maestro, fe-cesi ad imitare nelle grottesche Gio-varmi da Udine, e fu molto adope-rato iu Roma ed in patria.
— ( Giovanni di Paolo da )operò dal 1427 al 1 462, A Piacenza
opere appar-
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ed iu Siena si conservano alcunesue pregiate pitture, nelle quali V e-desi lo studio che quest’artista an-dava facendo del nudo, assai megliotrattato che non dalia maggior partede’ suoi contemporanei.
- (Matteo, da) , figlio e.d al.
bevo di Giovanni, non solamentesuperò il padre, ma quanti maestrierano a Siena in sul declinare delquindicesimo secolo , onde fu chia-malo il Masaccio de’ Senesi. Infatticostui si andò formando uu nuovostile, onde esaminando per epochele sue opere, vedesì chiaro il mi-glioramento che andava facendo.Chiamato a Napoli, ridusse quellascuola a più moderno gusto, edavendo conosciute le pratiche deldipingere all’olio, cominciò a darmorbidezza alle figure. L’ultima ■delle conosciute suetiene al 1491.
1 . » " ■ ( Guido da ) forse il piùantico de’ pittori italiani, che co-minciarono a scostarsi dalla manierabizzantiua, dipingeva nel 1221, valea dire avanti cheFircnzeavesse il pri-mo suo pittore in Cimabue. Preziosaopera di questo artista è l’immaginedi Nostra Signora posta già nellacappella de’ Malevolti in San Do-menico, nella quale si legge: MeGuido de Senis diebus pinxit ame-nis • — Quem Christus lenis , «ni»lis velit ngere poenis. Anno 1221.Amabile è il volto della Vergine,e non burbero come costumavanodi farlo i bizzantini artisti di queitempi; come ancora ne’ vestiti ve-desi l’aurora del medesimo stile.Da taluno si volle pareggiarlo, edanteporlo a Cimabue. Ma^ oltre chedifficilmente può istituirsi ragione-vole confronto tra una sola immaginecerta che ci resta di Guido, e lemolte e varie pitture di Cimabue ;stando ancora alle sole Madonne, ècosa indubitata , che quelle del pit-tor fiorentino a Santa Triuità ed aSanta Maria Novella di Firenze,hanno colorilo più vivo, carnagioni