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Le Ninfe addormentate, ec.
SIMON (N.), nato a Parigi nel1769, incise in compagnia di Coinyle Favole di La Fontaine, sui dise-gni di Giacomo Durivier.
SI MONE (Maestro) compagno,o ajuto di Giotto, che lo condusse inNapoli ai tempi del re Roberto,non è ancora ben avverato se appar-tenga a Napoli o a Cremona. Masia egli stato allievo del Tesauro odi Giotto, certa cosa è che dopo lapartenza del pittore fiorentino, pri-meggiò egli iu Napoli , e condussed’ordine del re Roberto e dellaregina Sancia varie opere in diversechiese, e segnatamente a S. Lo-renzo, ove rappresentò Roberto inatto di essere coronato re dal ve-scovo Lodovico suo fratello. Un’al-tra lodatissima opera è un Depostodi Croce in tavola dipinto per l’al-tar maggiore dell’ Incoronata , nelquale molto si avvicinò al far diGiotto , senza che per altro abbiamai saputo imitarlo nella leggiadriadelie teste, e nella soavità delletinte. Morì iu Napoli l’anno 1346.Suo figliuolo ed allievo
— (Francesco), nato in Na-poli circa il 1300 , dipinse unaNostra Donna a chiaroscuro in S.Chiara, la quale, per la sua singo-lare bontà di disegno e di panneg-giamenti, non corse la sorte di al-tri pregevoli freschi di quella chie-sa, che vennero coperti di bianco.Non abbiamo altra memoria diquesto distinto pittore , che morìcirca il 1360.
-(Antonio di) fiorì circa il
1700 , e si fece nome con piccoliquadri di battaglie, poco diligente-mente finiti, ma correttamente di-segnati, e con molto spirito. NiccolaMassaro, celebre paesista, imitatoredel Rosa , valevasi di Aulonio perdipingere le figure ne’ suoi paesi.
- fratello dell’eccellente scul-tore Donatello, operava nella primametà del quindicesimo secolo. Lon-tano, com’ egli era, dall’ eccellenza
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di Donatello non lasciò per altrodi assicurarsi F immortalità del no-me con diverse pregevoli opere.Tali sono i caucelli in bronzo ese-guiti per la cappella della Madonnadella Cintola in Prato, ne’ qualioltre l’eleganza dell’insieme e de-gli ornati , meritano singolarmente1 attenzione del dilettante conosci-tore le molte figurine di puttini, diquadrupedi , di uccelli e di rettilisparse nell' andamento dell’ ornatoche circonda gli scompartimenti delcancello. Non debbo dissimulareche nelle porte di bronzo di S. Pie-tro di Roma, eh’ egli eseguì insie-me al Filarete , non trovasi cosasuperiore alla mediocrità ; ma perno’ opera poco lodevole eseguita incompagnia d’altro artista, non puòvenir meno la lode dovutagli perun’ opera assai migliore fatta da luisolo. Ben so che in questi ultimianni si è creduto di togliere a Si-mone il merito d’ aver inventati emodellati i cancelli della Madonnadella Cintola , perchè iri noii soquale iibriccino si trovò che ilfonditore dei medesimi era stato uncerto, se ben mi ricordo, Tommasoda Firenze. Ma chi non sa chequasi tutti gli scultori lasciano adaltri la cura della fusione del bron-zo sui loro modelli ?
SIMONELLI ( Giuseppe ), naioin Napoli circa il 1649, fu allievodel Giordano , che prima Io avevaavuto per suo lacchè. Il Simonellifu uno de’ suoi migliori copisti ; esebbene non avesse gran fondamentodi diseguo , fece opere di sua in-venzione abbastanza pregevoli, trale quali un S. Niccola da Tolenti-no per la chiesa di Monte Santo.Morì del 1713, o in quel torno.
S1MONET (Gio. Battista) nac-que a Parigi nel 1742, fu uno de-gl’intagliatori che si distinsero perisquisito gusto, e per finezza di bu-lino. Intagliò molte vignette, e di-verse stampe per le Metamorfosi diOvidio, pubblicate da Basan. Iota-