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Tomo terzo.
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Fra le sue slampericorderemo le seguenti :

Alcuni busti di persone viventi.

La Sibilla del palazzo Borghese,del Domenichino.

La Sibilla del Campidoglio ; dalGuercino.

La Fortuna sopra un globo , daGuido Reni.

Il Conciglio degli Dei per le nozzedi Amore e di Psiche , da Raf-faello ec.

SOMMEREN (Bernardo e Paolovan), nacquero in Anversa nel 1642.11 primo dimorò parecchi anni inItalia , di dove tornato in patria ,andò, unitamente al fratello, a sta-bilirsi in Amsterdam. Ebbero colàmolte commissioni di piccoli qua-dri di storia, che facevano con lo-devole diligenza; e Paolo era ezian-dio stimato come valente ritrattista.Ignorasi l’epoca della loro morte.

SOMPEL o SOMPELEN ( Pie-tro van) nacque in Anversa circail 1650 , e fu discepolo ed allievodi Soutman, dalla di cui manieranon si scostò giammai. Fu nel di-segno castigato assai, trattò il nudocon i punti , e rendè 1’ estremitàdelle sue figure con grande preci-sione. I suoi ritratti da Rubens, davan Dyck, e qualche pezzo storicooffrono agli occhi del dilettante unlavoro delicato e piacevole.

•Sue incisioni.

Cinque ritratti di sua invenzione,ed altrettanti da Rubens e vanDyck.

Diversi soggetti storici, tra i qualiGesù Cristo coi pellegrini in Em-maus, dove si vede una vecchia inpiedi , che tiene un bicchiere divino , di sua composizione ec.

SON (Giorgio), pittore assai ri-putato per quadri di genere , nac-que in Anversa nel 1642. Tre gra-ziosi suoi quadri possedeva in Brus-selles il principe Carlo , due rap-presentanti fiori e frutta con vago

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artifizio mescolati; nel terzo era di-pinto Cartouche circondato di fiori.Ammaestrò nell’ arte uno de’ suoifigli, che non contento d’imitare ilpadre, volle avere a maestra la na-tura , e lo superò. Fu questi

-( Giovanni van ) nato in

Anversa nel 1661. Vedendo che isuoi quadri venivano a gara com-perati per ornamento di principe-sche gallerie, sperò di essere , piùche iu patria , fortunato in Inghil-terra, nè s’ ingannò. Colà ebbe as-sai lucrose commissioni , e sarebbestato felicissimo, se la morte dellasposa, poi della figlia , che forma-vano le sue delizie , non avesseroamareggiati i suoi giorni e trattoloal sepolcro innanzi tempo nel 1720.Siccome costumava di abbozzarecontemporaneamente motte opere ,lasciò morendo diversi quadri im-perfetti , che furono poi terminatida Weysermans , ma non coll’ ec-cellenza di van Son , che tutti su-però nel rappresentare uve e pe-sche.

SONS (Giovanni), nato nel 1547,recossi giovane a Parma, e nel 1604lavorava in Piacenza per commis-sione del duca Farnese insieme aLionello Spada, al Malosso ed alloSchedoni. Sebbene fosse valentefigurista, non pertanto deve la suamaggior gloria ai quadri di paesi ,intorno ai quali specialmente siesercitò in Parma ed in Piacenza ,forse perchè con suo scapito sarel»-besi misurato coi tre sunnominatiartisti. Vivea ancora 1’ anno 1607.

SONSIS (Giovanni) nato a fiois-le-duc nel Brabante circa il 1550,abbandonò la patria per accompa-gnare Alessandro Farnese , che ri-tornava ne’ suoi stati di Parma ePiacenza F anno 1580. Giunto aParma s’invaghì d'isabella Gonzaga,e sposatala depose ogni pensiero dipiù rivedere la patria. Aveva ingioventù studiata ia pittura , ed aquesta rivolse ogni sua cura ; c Ra-riucio I succeduto ad Alessandro