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Tomo terzo.
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rei ducato di Parma , lo dichiaròsuo pittore con ragguardevole pen-sione. Nel 1600 ebbe ordine di di-pingere nel palazzo ducale a com-petenza di Lionello Spada, del Ma-tasso e dello Schidone, tutti valentipittori, come ognun sa, e potè permodo distinguersi, che il duca alui solo accordò di porre il proprioritratto, accordandogli in pari tem-po la cittadinanza con diploma 7novembre dello stesso anno. Questopalazzo fu poscia distrutto da Ra-nuccio Il l’anno 1666, per erigerneun nuovo , e le pitture tutte peri-rono. Rimangono però altre suepitture nella casa de’ Marchesi Bo-scoli in Parma, e nell’insigne chie-sa della Steccata , e tra queste ilquadro di S. Giuseppe e gli spor-telli dell’ organo segnati del suonome. Per risse a que’ tempi purtroppo comuni , venne a domici-liarsi di piede fermo in Cremonacol figlio Rinaldo , e dipinse unquadro rappresentante S. Girolamoper la chiesa intitolata a questoSanto , che in appresso fu traspor-tata all’ Ospedaletto nel territoriolodigiano dai monaci Geroiomini ,ma che da poi fu dai suoi discen-denti riacquistato. Conservasi purefino al presente presso la famigliaSonsis in un piccolo quadro il ri-tratto dell’illustre loro antenato Gio-vanni unitamente a quelli di duesuoi figli

in mezze figure; così pureuna B. Y, dipinta sul rame, ba-stanti a dare una vantaggiosa ideadel suo merito. Morì iu Cremona1 anno 1614.

SOPRANI (Raffaello), nato inGenova circa il 1612 , si esercitòuel paesaggio piuttosto come dilet-tante , che come professore. Nonavendo superata la mediocrità , loavrei escluso con molti altri dalruolo de buoni pittori , se non sifosse renduto benemerito dell’ artescrivendo accuratameute le vite deiprimi pittori, scultori ed architettigenovesi. Mori 1’ anno 1672.

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SORDO di SESTRI. V. Fravi.

- d’ Urbino. V. Viviani.

- (Giovanni del), detto Mo.

ne , pisano, fiorì in patria nel di.ciassettesimo secolo, e si fece qual-che nome eseguendo gli altrui di-segni con molta diligenza. Fece al.tresì alcune opere di propria inven-zione , nelle quali si mostra assaimiglior coloritore, che disegnatore.

SORELLO’ (Michele) nato inSpagna circa il 1715, ebbe a mae-stro d’ intaglio Giacomo Trey , dicui ne imitò la maniera. Recatosia Roma, vi si stabili circa il 1750,e la più bella opera che fece inquesta città fu quella degli Arazzidel Vaticano in otto stampe, inta-gliali sui disegui di Raffaello. Pub-blicò iu oltre altre stampe , tra léquali le seguenti :

La Natività, ove si vede un Pa-store con i suoi cani , da un dise-gno di Annibaie Caracci.

I Discepoli in Emmaus.

La Conversione di S. Paolo, dovesi vede in aria il Salvatore portatodagli Angeli , da Carlo Maralti.

Un’ Annunziazione, da Felice deCastro pittore spagnuolo.

SORES1NA (Lazzaro e Gian-antonio) fiorivano, il primo avantiil 1440 in Cremona, dove esercitavanel 1454 la professione d’ingegnerearchitetto ; 1’ altro quella d’ inta-gliatore di tarsia operava nella stessacittà nel 1528.

SORIA (Gio. Battista), roma-no, nacque l’anno 1581 e fu unodegli architetti che, nella prima metàdel diciassettesimo secolo , ebberoin Roma belle occasioni di mostrarela loro abilità. Il Soria fece lafacciata della chiesa della Vitto*'ria e quella di S. Carlo dei Ca-tenari non prive di merito , maridondanti di difetti; ricevendo, piùche dai pregi architettonici, bellezzadalle sculture e dalla ricchezza deitravertini. Il suo protettore il card.Scipione Borghesi gli ordinava difare i portici e la facciata di S, Gre*