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chiamali a dipingere nel CampoSanto di Pisa, e sono sue opere lestorie dei SS. Martiri Petito edEpiro , dal Vasari credute le mi-gliori cose di Spinello. Morì di 92anni, lasciando ammaestrato nel-P arte il figliuoloSPINELLO (Parri ossia Gaspar-Rl), il quale avendo vedute le pitturedi Masotino, si scostò dalla secchezzaaterna per imitare questo più raor-ido coloritore. E Parri fu vera-mente per conto del colorito supe-riore ai suoi contemporanei, mastrano nel disegno delle figure, chesoleva alquanto curvare , perchè ,secondo egli diceva, avessero mag-gior bravura. Poche reliquie delsuo pennello conservansi ancora inArezzo, dove vivea nel 1426. Forseera suo fratello
- (FORZORE), che abbandonòin fresca età la pittura e riuscì unode 1 migliori niellatori che abbiaavuti la Toscana in sul declinaredel quattordicesimo secolo ed inprincipio del susseguente.
SPINTARO di Corinto , celebrearchitetto, fioriva 550 anni all’in-circa avanti E era volgare ; e po-chi o nessuno architetto ebbe tragli antichi tanta celebrità. Egli rie-dificò il tempio d’Apollo in Delfo,eretto da Trifonio e da Agamede epoi consumato da un incendio. Que-sto tempio, il più famoso dell’ an-tichità , è stato il più esposto allesventure ed ai saccheggi. Nerone neportò via cinquecento statue 'dibronzo rappresentanti Dei ed uo-mini illustri. Tutti convengono cheil nuovo tempio riedificato sui di-segni di Spintaro superava di lungamano in magnificenza ed in ricchez-ze 1’ antico ; oltre che era di assaipiù bella architettura. Vi mancavauna piccola cupola , che dopo lamorte di Spintaro fu eretta da Teo-doro Vocio.
SPIRITO (Monsieur) lavorò lun-gamente dì ritratti nella corte diTorino dopo la metà del diciassel-
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lesimo secolo, e forse fece qualcheopera di storia in concorrenza dimolti altri pittori ; ma più che intutt’altra cosa si distinse ne’ritratti.
SPISANO (Vincenzo), detto an-cora Spisanello, nacque nel 1595 inOrta, grossa terra del territorio no-varese, pesta in sul Iago dello stessonome , e fu allievo di Calvart, dicui professò di non volere iu verun.modo alterare lo stile, per vaghez-za d’ imitare altri maestri. Ma adispetto di tali proteste , non ebbeil sodo disegnare del maestro, ecadde nel manierato. Stabilitosi inBologna, vi dipinse diverse tavoled’altare, e molte nelle vicine città,le quali per altro' cedono in meritoai quadri da stanza , di cui nonsono scarse le gallerie di Bologna ,perchè ebbe 1’ accortezza di aggiu-gnervi ridenti e leggiadri paesi.Morì io Bologna in età di 67 anni.
SPOLETI (PiERLORENZO), nato aFinale nella riviera di ponente,l’anno 1680, fu scolaro di Dome-nico Piola ; ma iu appresso reca-tosi a Madrid, fecesi a studiare lepitture di Murillo e di Tiziano ,ed a farne copie ; e con tale eser-cizio, se non ottenne di essere pit-tore di nuove invenzioni fecondo ,riuscì buon ritrattista , e fu cometale adoperato assai nelle cortidi Spagna e di Portogallo. Morìnel 1726.
SPOLVERINI (Ilario) di Par-ma, nacque nel 1657, e fu in pa-tria il migliore allievo che facesseFrancesco^ Monti. Uscito dalla scuo-la di questo maestro, passava a Fi-renze per studiare le opere del Bor-gognone ; indi recavasi a Venezia,dove condusse molti quadri di bat-taglie , ornati di vaghi edifizj , co-piosi di figure, e rappresentantiogni maniera di scaramucce e dimilitari azioni. Fra le più vaste sueopere di Venezia , celebri sonoquelle della sala Cappello. Morinel 1734.
SPOONER (Carlo), nato circa