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Tomo terzo.
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quella antichissima città : fu rifattanel quattordicesimo secolo da certoMacolo , rinnovata da Jacopo delSansovino con ordine composito,che fu poi alterate posteriormenteda alcuni architetti nazionali. 11meccanismo della cupola fa grandeonore allo Squarcino , il quale lointraprese nel 1756. Posa la nuovacupola sopra quattro arccni , cheimpostano ne J muri maestri ; ondeil peso della cupola va tutto suimuri senza aggravare la volta nè ipilastri delle navate. Con ciò il va-lente architetto evitò il pericolo ,che si temeva dagli altri architetti,e fece cosa assai bella e proporzio-nata alla totalità dell’ edificio.

SQUARCICENE (Francesco), na-to in Padova nel 1594, non appenaebbe appresi i principj della pittu-ra, che abbandonò la patria, e scorse1’ Italia e la Grecia , disegnandodovunque le migliori cose di pitturae di scultura , e molte acquistan-done delle ultime. Perciò di ritornoin patria aprì dovizioso studio didisegni , statue, bassi rilievi , e ditutto quanto poteva servire alla pro-pria ed alla istruzione de’ suoi al-lievi, de’ quali si dice averne avuti157. Nulla dirò della continua ri-valità eli’ ebbe colia famiglia deiBellini, superiori a lui in bontà dicolorito , dolcezza di contorni ebelle arie di volli; ma di lungamano inferiori per conto di dottri-na , di prospettiva , di espressione.Poche pitture rimangono di questogrand uomo , ed ancora queste ri-toccate ed incerte : ma la sua mag-gior gloria è quella di avere datoalla pittura, Andrea Mantegna, chefu capo della più grande scuola diLombardia, Marco Zoppo che fon-dò quella di Bologna, Bernardo Pa-rentino, Dario e Girolamo da Tre-vigi ed altri principali lumi del-1 arte , die se non videro il verolume del moderno stile, ne furonoin parte i precursori. Conobbe edm particolar modo coltivò Io straor-

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«litiario ingegno del Mantegna, in-coi aggiandolo colle lodi finche nonsi allontanò dalla sua scuoia , cor-reggendolo con amara, ma ragione-vole critica quando lo seppe diven-tato parente dei Bellini. Morì di 80anni nel 1474.

STABEN (Enrico) nato in Fian-dra nel 1578, recossi giovane a "Ve-nezia , e fu allievo di Iacopo, poidi Domenico Tintoretto, di cui nellesue composizioni cercò d’imitarelo stile, senza per altro avere ilgenio, e quella sorprendente facilitàd’esecuzione che riscaldale operedel maggior Tintoretto. Morì io pa-tria nel 1658.

STADIEO scultore , e STADIOpittore, fu il primo annoverato frai Greci artisti per essere stato ilmaestro di alcuni buoni maestri :l’altro come allievo di Nicosteneed assai buon pittore.

STALBEMPT (Adriano) nacquein Anversa nel 1580, e fu, se nondei più celebri , almeno non degliultimi paesisti. Ebbe un tocco pastoso,tinte fresche ed intelligenza di pro-spettiva , ma le sue piccole figurenon rispondono alla bontà del'pae-saggio. Morì nel 1660.

STAMPAR!' ( Francesco ) natoin Anversa nel 1675 , fu da prin-cipio ritrattista , nel quale generedì pittura cercò d’imitare vati Dyck.Era ancora giovine quando fu no-minato pittore di gabinetto del-l’imperatore Leopoldo ; e la stessacarica ebbe pure da Carlo VI. Sidice che per non tenere lungamenteoccupati i più grandi personaggi ,che d’ordinario mancano di tempoe di pazienza , disegnasse le loroteste con matita nera, bianca e ros-sa, e che poi li colorisse dietro que-sto disegno , non osservando dopol’originale che per alcuni ultimitocchi. Morì in Ve nez,a di 75 anni.

STANZIONI (.Massimo caval.),napolitano , nato nel 1585, fu il mi-glior scolaro del Caracciolo, cd unode’ più illustri pittori della scuola