ST
566 ST
napolitana. Agli ammaestramenti eleiCaracciolo aggiunse lo studio dellegrandiose cose del Lanfranco, e ri-spetto ai freschi tenne la pratica delCorenzio , conte ne' ritratti seguìil Santafede, e riuscì valente tizia'nesco. Ma recatosi in appresso aRoma, e vedute le cose di Anniba-ie Caracci, e fatta conoscenza diGuido, cercò di emulare il primonel disegno, ed il secondo nel colo-rito , ond’ ebbe il soprannome diGuido di Napoli. In una parola Mas-simo si fece tale da sostenere il pa-ragone de’ più grandi artisti. Infatti dipinse alla Certosa un Gesùa competenza del Ribera, e la stu-penda tavola di S. Brunone, cheè delle più rare cose che possanovedersi in Napoli. Non indicherò ,fra i molli suoi freschi, che quellidelle volle del Gesù Nuovo e di S.Paolo; e rispetto ai quadri da stan-za , ne fece in tanta copia , chepossono vedersene in tutte le prin-cipali quadrerie del regno. Fu os-servato, rispetto a questo pittore,che fu studiatissimo nelle sue ope-re e vago del perfetto finche vissecelibe, ma che avendo sposata unagentil donna, fece difettose opereonde supplire alle spese dello smo-derato suo lusso. Lo Stanzioni si re-se benemerito dell’arte e della pa-tria coll' aver fatti molti valorosi al-lievi, e raccolte memorie intornoagli artisti del regno di Napoli. Mo-rì nel 1656.
STAREN (Teodoro van) natoin Olanda circa il 1500, intagliòmolti rami desunti dalla storia sa-cra, dai suoi disegni, e qualche pae-saggio. Le sue stampe portano ladata dal 1520 al 1550. Dai Fran-cesi collocato tra i piccoli Maestri,è chiamato maestro della stella per-chè le sue stampe hanno la stellaper marca. Avuto riguardo al tem-po in cui visse, fu veramente unbuon incisore. Egli intendeva benela figura umana e spesso ornò ifondi delle stampe con architetture.
Soggiungo l’indicedi alcune sue stampe.
La Pesca Miracolosa.
La Tentazione di Gesù Cristo.
S. Luca che dipinge la BeataVergine.
La Samaritana.
Il Diluvio Universale, stampa neimezzo della quale vedesi un gran-fi’ albero, ed un uomo che Salva lasua roba in un carretto.
STARNINA ( Gherardo ) , fio-rentino, nato nel 1354, fu allievodi Paolo Veneziano. In una cappel-la a S. Croce di Firenze, conser-vansi tuttavia pochi avanzi di que-st’ artista, il quale fu degli ultimiche si contino nell’epoca giottesca :dalla quale i successori si allonta-narono per segnarne una migliore.Morì Io Starnioa nel 1403.
STATI (Cristoforo), di Braccia-nò, che operava in Roma ne' pri-mi anni del diciassettesimo secolo,deve annoverarsi tra i buoni scul-tori dell’ età sua. Oltre moli’ altrecose eseguite in Roma ed altrove,attesta la sua virtù il grande bas-so rilievo scolpito per il monumen-to di papa Paolo V, rappresentan-te 1’ udienza solenne accordata daquesto pontefice agli ambasciatorigiapponesi, nel quale non è menodegua di lode 1’ invenzione e la co-pia delle figure, che la bellezza del-l’esecuzione.
STEEN ( Francesco van den) ,nacque in Anversa nel 1604. Unaccidente lo privò dell’uso di unagamba, onde per occuparsi in talestato , elesse la pittura e l’intaglio.Poiché apprese il disegno e la pra-tica del colorire, fece alcuni ritrat-ti, che poscia intagliò all-acquaforte, ed in breve abbandonò quasitotalmente la pittura per consacrar-si all’ incisione. L’ Arciduca Leopol-do e I’ imper. Ferdinando III lo pre-sero al loro servizio, e l’ultimo gliassegnò un’annua pensione. Intaglio