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Tomo terzo.
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non sappiamo di questo artista, senon die lavorò insieme al padreintorno alle seguenti stampe:

Il Cavallo ed il Leone.

La Leonessa ed il Leone.

Il Leone ed il Cervo ec.

STUBT ( Giovanni ) nacque inLondra nel 1658. Di diciassett’annivenne ascritto tra gli allievi di Ro-berto White, e dopo tal” epoca in-tagliò moltissime stampe. La suamiglior opera dicesi essere il suolibro di chiesa, inciso, secondo Val-sole , sopra lastre d' argento. Morìin Londra nel 1750.

STUREN (Ernesto) nacque inAmburgo nel 1557, e fu scolaro diAbramo Mignon. Era di diciottoanni di già conosciuto valente pit-tore di fiori ; ed appunto in taleetà lìssò la sua dimora in Amster-dam. Di giovane costumato e geri-tile , qual crasi costantemente mo-strato in addietro, passò in breve atutti gli estremi della dissolutezza ,e non conobbe verun limite inogni genere di eccessi. Condannatoa perpetuo carcere, trovò ammira-tori de’ suoi pittbrici talenti chegli ottennero la libertà. Bandito daAmsterdam, passò ad Arlem, dovemiseramente visse lavorando per unmercante di quadri ; ma queste ul-time sue opere sono lontane assaidal merito di quelle eseguite ingioventù, sebbene tutte siano tenuteni molto pregio nelle gallerie diOlanda.

STURON (L. C.) architetto te-desco, che viveva nel diciassettesimosecolo , acquistò celebrità dall’ in-sensato tentativo di formare unnuovo ordine d’ architettura. Perfar meglio conoscere la storia deitraviamenti dell’ umano ingegno ,in fatto di architettura, mi si con-ceda una breve digressione. “ Gli“ ordini dell’architettura ”, (dice1 illusti c Storico della moderna scul-tura, lom. Ili, p. 19 ^ „ c j le s ; C)a ..< no riconosciuti dai Greci c dai'■ Romani, come dagl’Italiani atti

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■ a ricevere ogni sorta d' orna-> menti negli edilizj , secondo il. vario carattere ed uffizio dei me-

■ desimi, avevano già esaurito nellei varie loro proporzioni tutto ciò« che potevano prescrivere le leggi

i dell’ eleganza e del bello : 1 ’ iu-. ventarne diversi altri non potevaa che deviare le arti dalla loroi, perfezione , poiché o si sarebbe» ricondotta la primitiva rozzezza,< di stile , o veramente era forza.. ritornare agli stravaganti orna-li menti ed alle ingrate proporzioni“ che servirono per gli edifizj de-“ gli Arabi , e diffusi presso i po-“ poli del Nord , vennero a noi“ sotto 1 ’ aspetto, e coll’ impropria« denominazione di gotica archi-li lettura. Impossibile era salvarsi

da questi scogli , e 1 ’ esperienzaa ne addusse lo spiacevole conviti-li cimento. Fino dalla metà del se-i< dicesimo secolo Filiberto de’ l’Or»

« me aveva.dichiaralo che

« se fu permesso agli antichi d’inven-n tar nuove colonne, nessuno po-li teva impedire che i Francesi ne

ii inventassero nuovamente ; qua-li sicché 1 ’ arte dopo essere giuntaa. al suo scopo , che è quello di« edilicare e di abbellire , potesse« prender di mira uno scopo ulte-n riore. Il risullainento fu quale

.. ognuno può figurarsi.Si

inventò in fatti un preteso ordinedai Francesi, elle s’ intitolo colnome della nazione, e si vide ese-guilo da le Brun uella grande gal-leria d: Versailles, da Rolland nelteatro d: Metz e da altri altrove.Venne la stessa voglia ai tedeschie l’architetto Sturon, cui è consa-crato quest’ articolo, propose unnuovo ordine che chiamò Aleman-no, o Nuovo Ordine nel cap; XXIdella Maniera d’inventare agni sortadi fabbriche maestose di L. C.Sturon inventore dell’ordine tedesco.Ma c la Francia e la Germanianon lardarono a rinvenire da que-sta stravaganza, biasimevole per lo