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Tomo terzo.
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meno ni pali delle stravaganze delBernini e de’ suoi seguaci.

SUAREZ o SUOREZ (Lorenzo)dipinse col suo allievo CristoforoAcevcJo in Muccia sua patria ilMartirio di S. Angelo per i carme-litani calzati, e per la chiesa dellaMercede i SS. Raimondo e PietroNolasco. Oltre questi tre quadripregevoli per bontà di composizionee per bei panneggiamenti , Suarezne fece molti altri senza l’ajulo delcompagno . che non smentirono lasua riputazione. Fioriva circa il 1600.

SURERT, o SCI10BERT (Gio-vanni David) nacque a Dresda nel1761, e suo padre buon disegnatored’archilettma gl’ insegnò i principidel disegno. Rimasto orfano di un-dici anni del padre e della madre,ottenne dal tutore che voleva cheapprendesse la professione d’ orga-najo esercitala dal padre, di potertrequenlare qualche ora per setti-mana 1 accademia per meglio ap-prendere il disegno. Carlo Stufiti ,«he ne conobbe l’ingegno lo ricevèper suo discepolo, ed allora concepìla speranza di essere liberata dal-l'esercizio di una professione , cuinon sentivasi inclinato. Morto inbreve Stulin , passò sotto la dire-zione del paesista Klass , che loraccomandava a Casanova , e sottoquesti due maestri imparò a dipin-gere la figura ed il paesaggio. Cac-ciato dalla casa del tutore, fu peròcostretto di provvedere alla propriasussistenza col disegnare vignetteper i librai, finché nel 1781 fu im-piegato alla fàbbrica delle Porcella-ne a Maisseu. Dieci anui più tardiera nominato maestro di disegnonella scuola di disegno di Maissen,•love trovavasi ancora ue’prirni annidel presente secolo. 'Ira le sueopere d’intaglio eseguite sui proprjdisegni sono apprezzali ventiquattrosoggetti pel piccolo libro dell’ A ,li, C di Weisse. È noto che atal'epoca apparecchiayasi a pubbli-care più importanti stampe.

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SURISSATI (Sempronio) di Ur-bi no , uno de’moltissimi allievi diCarlo Maratta, poco operò in ltaiia,essendo stalo chiamato in giovanileetà alla corte di Spagna, dove morìdopo alcuni anni. Il solo quadroche di lui si conservi in Urbino èil busto di una Sibilla.

SUBLEYRAS (Pietro) nato inUse nel 1699, passò dalla scuola diAntonio Rivalz all’ accademia sta-bilita in Roma da Luigi XIV, jjovenon lardò ad aver nome Ira i gio-vani pittori. Alcuni principi, cardi-nali e lo stesso papa vollero essereritratti da lui. Gli fu in appressoordinato un quadro per S. Pietro ,l'appresentaute S. Basili') , che poigli fu fatta la distinzione di ridurloa musaico. Ebbe fertile ingegno nel-l’inventare, e grandiosità uel com-porre, disegno passabilmente corret-to , vivace colorilo che per altropiega al manierato , e sufficientedottrina del chiaroscuro. Un qua-dro possedè la chiesa cattedrale diPontremoli, in cui tutte si ravvisanole indicale qualità. La sua manieradi dipingere di gfan macchia , glifa d’ordinario trascurare quella stu-diata degradazione delle ombre, chedà fluidità ai contorni c tondegg'a-mento alle figure. Moii ia Romadi 48 anni nel 1747.

SUBTERM ANS (Giusto), natoinAnversa nel 1597, ebbe in patria iprimi rudimenti della pittura daGuglielmo de Vos ; indi venuto inItalia per migliorare nell’arte, piùnonseppe risolversi ad abbandonarla.Chiamato alla sua corte da Cosi-mo 11 , vi rimase fino ai tempi diCosimo 111. •• Ritrasse in più ma-“ niere -•> (trascrivo il giudizio elledi questo valente pittore diede lostorico della pittura italiana), * ri-“ trasse in più maniere i principi“ Medicei elle allora vissero; ed in“ occasione elle Ferdinando II ati-“ noia giovinetto salì sul trono, fece“ un quadro stupendo ^ composto“ tutto di ritratti. Vi espi esse il