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suona il violino, da vati Osta*<ie, ec, ec.
SWANEBOUflG ((Guglielmo) ,
nst> iu Leiden nel I52I , apprese iprincipj del disegno c ‘Idi’intaglioda Giovanni Salienredam. Le suestampe provano eh' egli aveva a suadisposizione il tratteggiare col bu-1 1 no ; ma sgraziatamente il suo di-segno è manierato, e inale marcaleI estremità delle ligure. Incise egual-mente i ritratti ed i soggetti stori-Cl . tra i quali conoscousi i Se-guenti:
A lira ino Bloemaert.
Maurizio principe d' Orange Nas-sau , da Motel seu.
Esau che vende a Giacobbe lapi iinogenitura , dallo stesso.
L’adorazione dei Magi, da Àbra-mo Bioemaert.
Gesù Cristo a tavola con i Pel-legrini di Emmaus, da Ruben*.
Andromeda incatenata ad unoscoglio , e Perseo che abbatte il mo-stro . da Saenredam.
SWANEVELD (Ermanno), na-to, non è ben noto in quale cittàdeile Fiandre, circa il 1620 , vienecomunemente creduto allievo diGherardo Douw, scolaro di Rem-brandt, ma di mauiera troppo di-versa , da quella di così grandemaestro. Peichò il giovanetto Er-manno, vedendo di nou poter mol-to approfittare sotto Ja direzione diuu pitture che consumava pili gior-ni nel terminare il manico di unascopa (V. Douw Gherardo ) risol-se di recarsi a Roma. Giunto inquella capitale delie belle arti , seb-bene vi trovasse uu influito tiutne-to di artisti suoi compatrioti!, sipropose di tenersi lontano dalle cla-morose loro società , onde non con-sumare in dispendiosi intralteuimen-ti gran parte del tempo che accor-dar potrebbe allo studio. Perchè ve-dendolo continuamente occupato neicontorni di Roma a disegnare e co-piare veduta di paesi ed auticherui-ne , gli diedero il soprannome diDiz. dfg'i Atxh. tee. t. HI.
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Eremita. Continuando in cqsi utileesercizio, ebbe la fortuna di essereconosciuto da Claudio Loreneseche lo ammise nella sua scuola, pre-vedendo che riuscirebbe uno dei suoipiù fedeli imitatori. Ciò è lutto quan-to sappiamo di un artista, le di cuiopere in Italia efuorisonoin grandis-simo pregio tenute. Vero è che nouraggiunge Claudio nel paesaggio, co-me per molti rispetti non fu anco-ra da nessuno raggiunto, ma forseseppe meglio di lui disegnare le li-gure; ed è opinione di molti chedipingesse le ligure che popolanoalcuni quadri del Lorenese. Romaed i suoi diulorui gli offrivano trop-po belli oggetti da imitare, perchègli permettessero di rivedere la pa-tria; e l’Italia perciò possieda lamaggior parte de’ suoi quadri. In-tagliò alcune sue invenzioni all’ ac-quafòrte con grande spirilo e ve-rità , e le sue stampe sono adessoassai rare iu Italia e fuori. Romaperdette nel 1680 Claudio ed Er-manno, il primo iu età di 80 au-lii, l’altro di 60.
SWaRT ( Giovanni ), nacquea Grouiuga nell’ Oestfrisia circail 1480 , e poi ch’ebbe appresi glielementi della pittura iu patria , re-cossi in Italia , dove lungamente di-morò, ora in una, ora in altra del-le principali città , finché allettatodal leggiadro colorito della scuolaveneziana, prese stanza in questacittà. Dopo tre anni di studio sulleopere di Giovanni e Gentile Belli-ni, e sulle sorprendenti pitture nu-de avevano cominciato ad abbelli-re quella capitale Tiziano e Gior-gione, tornava in Olanda, recando-vi il buon gusto ed il moderno sti-le italiano. Più circostanziale noti-zie non abbiamo intorno a questovalente artista , le di cui opere dipittura sono estremamente rare.Pos-souo per altro dame vantaggiosaidea alcune sue stampe iu legno trat-te dalle proprie composizioni, allaquali non mancano , fertilità d’iu-