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figure. È cosa notabile , che sebbeneThuldeu conducesse i suoi lavoricon somma diligenza e con lungostudio, pure sembrano fatti con estre-ma facilità. Amò teneramente il suomaestro, morto il quale abbandonòAnversa per ritirarsi a Bois-le-Duc,dove mori in sul finire del. secolodiciassettesimo.
TIIYS GYSBRECHT, nacque inAnversa circa il 1625. e fu uno deimigliori ritrattisti fra i moltissimiche contano le Fiandre. Ma egli nonebbe la fortuna propizia al merito.Si racconta che diversi suoi ritrattifurono comperali a carissimo prez-zo, credendoli opere di van Dyck,quand'egliavevagli rilasciati ai com-mittenti a vilissimi prezzi. Visse per-ciò sempre povero, e costretto adandar cercando d’una iu altra cittàchi gli dasse da lavorare. Non è co-nosciuta l’epoca della sua morte.
TIAR1NI (Alessandro), nacquein Bologna nel 1577, ed apprese inpatria i principj della pittura dalFontana e dal (Jesi ; indi riparato-si a Firenze in occasione di una ris-sa che l’obbligò ad abbandonare lapatria, frequentò la scuola del Pas-signano. Ottenne dopo alcuni annidi rivedere la patria, per i buoniullicj praticati a suo favore da Lo-dovico Caracci. Di pronto e versatileingeguo com’era, il Tiarini ben to-sto si era reso padroue della manie-ra del pittor fiorentino, e non sola-mente in alcune opere fatte in To-scana, ma ancora nella S. Barbarain S. Petronio di Bologna raostrossiPassignanesco, e piacque ai suoi con-cittadini. Ma conoscendo il pregiodella scuola caraccesca, fecesi a co-piare e studiare le cose di Lodovi-co , e valendosi de’ suoi consigli edirezioni, iu breve tempo comparveun pittore diverso; e nel nuovo gu-sto di comporre, di degradare la lu-ce, di esprimere affetti parve edu-calo nella scuola dei Caracci. Maegli seguendo il suo naturale serioe malinconico, diede alle .figure
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un carattere grave e moderato : ilportamento delle figure, le mosse,il vestire a grandi pieghe, i coloiitemperati, riposo, armonia, tutto ten-de a formare quel dolce patetico, dicui diede così sublime prove neisuoi San Pietro e nelle Maddale-ne. Dei molti quadri fatti in Bo-logna ed altrove non ricorderò chel’Addolorata a S. Benedetto, ma-ravigliosa per la filosofica espressio-ne e per difficilissimi scorti ; il S.Domenico nella sua chiesa in attodi risuscitare un morto, che sorpre-se lo stesso Lodovico, ond’ ebbe adire, non sapere qual altro maestropotesse pareggiare al Tiarini; il S.Pietro che pieno di compunzionesta fuori del pretorio, che un tem-po fu uno dei rari quadri della gal-leria di Modena; e per ultimo il Cri-sto morto, ed il S. Giovanni decol-lato della reale Pinacoteca di Bre-ra. Visse molto in Reggio, dove la-sciò bellissime opere , e servì pureil duca di Parma ed altri principi,mostrandosi in ogni luogo uno deipiù grandi pittori dopo i Caracci.Mori in patria di 9l anni.
T1BALD1 (Pellegrino) detto an-cora Pellegrino di Tibaldo de’ Pel-legrini, nacque in Bologna nel 1527,e da suo padre della Valsolda nelterritorio milanese, venne destinaloalla pittura, per la quale mostravagrandissima inclinazione. Non è notoil maestro avuto in Bologna , didove recavasi a Roma nel 1547, evi si tratteneva tre anni, studiandoe copiando le migliori pitture. Pareche colà si proponesse principal-mente Michelangelo; (perocché uni-versale era allora la giusta ammi-razione per così grand’uomo, e glistessi allievi di Raffaello cercatoavevano di accostarvisi) onde riuscìgrandioso e studiato nel nudo, ga-gliardo e felice negli scorti , manello stesso tempo così temperato epastoso , che i Caracci solevanochiamarlo il Michelangelo riforma-to. Le prime opere che condusse a