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Bologna sono alcuue slorie dell’O-dissea fatte all’Istituto , che il Va-'sari chiama le migliori di tutte,contro il sentimento dei Caracciche preferiscono quelle a S. Jaco-o , nelle quali mostrossi inimita-ile nella castigatezza del disegno,«ella espressione , nell’ abbondanzadell’ invenzione , nella copia dellefigure, nel variarle, nell’aggrupparle.Chiamato nella Marca d' Ancona ,fece in diverse città stupende operea tresco delle storie di Scipione edi Trajano. Poche cose fece aH olio,tranne alcuni piccoli quadri lavo-rati con estrema finezza , nei qualiintrodusse d’ ordinario vaghi pezzidi architettura , la quale fu poi laprofessione della sua matura età, equella che lo sollevò al grado deipiu fortunati artisti. Aveva comin-ciato ad esercitarla nel Piceno, poichiamato a Milano dal cardinale ar-civescovo Carlo Borromeo'fu l’ese-cutore dei grandiosi disegni di cosìgrande personaggio. Troppo lungaopera sarebbe il venire soltanto enu-merando i moltissimi edifizj elettisui disegni di lui e sotto la suadirezione. Nominato architetto dellacattedrale, fu l’autore dei nuovi di-segni della facciata di ordine di-verso dal restante del tempio , chefu eseguita per on terzo , e di cuisonosi lasciati sussistere le cinqueporte ed altrettanti corrispondentiiinestroni, a cagione della singolareloro bellezza e preziosità della scul-tura , della qual cosa non è facileil dar giudizio favorevole a cosìstrana innovazione , come sarebbestato imprudente consiglio il di-struggere bellissimi pezzi di sodaarchitettura, per sostituirvi un mi-sto di gotica ed araba maniera.Fece il gran cortile d’ordine rustico,del palazzo arcivescovile con portebellissime nello stesso palazzo, cap-pella magnifica ed ingegnosissimascuderia. Ebbe grave disputa conMartino Bassi, altro architetto dellafabbrica del duomo, per conto del
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battisterio eretto con suo disegnoin questa chiesa e per un basso ri-lievo di Campo Santo, che da Pal-ladio, Vasari e da altri insigni ar-chitetti fu giudicata a favor delBassi, senza che perciò ne venissedanno alla fama del Tibaldi. Chia-mato in Spagna da Filippo II perla fabbrica dell’ Escuriale , eseguìcolà quello che il Primaticcio feceper la corte di Francia, e tornòricco a Milano e creato marchesedi Valsolda, ove era nato suo pa-dre. Fabbricò in Milano per sè unpalazzelto con assai leggiadro cor-tile, uella contrada del Marino, fecemolti bellissimi disegni per il San-tuario di Varallo, eresse la chiesadi S. Fedele che è una delle piùmagnifiche di Milano ec. ec. Giuntooltre i settant’anni cominciò a sen-tire gli effetti dei continui studj efatiche che da oltre ciuquant’ annisosteneva grandissime, e nel 1600pagò il comune tributo alla natura.
TIBALDI(DOMENTCO), a torto dal-l’Orlandi e da altri creduto figliodi Pellegrino, era suo minor fratel-lo , al quale aveva egli insegnati iprincipj della pittura, e dell archi-tettura. Pochissimo esercitò la pri-ma arte, essendosi dato alla secondaed all’incisione. Si dice che fu mae-stro di Agostino Caracci. E questacircostanza e le stampe che puh.blicò, e le opere di architetturaeseguite sotto la sua direzione lofanno degno di aver luogo , ma amolla distanza dal fratello , tra ibuoni artisti. Morì in Bologna1’ anno 1582.
TICCIATI (Gip.ola.mo), scultorefiorentino, che operava in sul decli-nare del diciassettesimo secolo , èuno di coloro che lavorarono in-torno al monumento eretto in SantaCroce a Galileo Galilei. Egli scolpìla figura rappresentante la Geome-tria, il di cui atteggiamento, le pie-ghe e le estremità non possono es-sere in peggior modo trattate; ondebasterà 1’ aver fatto cenno di un