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Tomo terzo.
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artista che contribuì al deprava-mento del buon gusto ed al deca-dimento dell’ arte sua.

'J'IDEMAN ( Filippo ) , nato inAmburgo nel 1657 , poi eh’ ebbeappresi i principj dell’ arte in pa-tria sotto la direzione di mediocreartista , fu in Amsterdam allievodi Lairesse, poi suo ajuto nelle grandiopere di storia. Accasatosi in ap-presso nella stessa città, vi fu moltoadoperato per dipingere sale all’olioed a fresco , mostrandosi costante-mente copioso inventore, ed il piùdelle volte dotto osservatore del co- *stume nelle cose dì antiche storiee di mitologia, che, scegliendo egliil soggetto , preferiva sempre adogni altro argomento. Morì in Am-sterdam nel 1705, lasciando a’suoifigli una ricca eredità ma non isuoi talenti.

T1ENEN ( Vincenzo van) viene

annoverato tra gl’intagliatori all’ac-quafòrte per alcune stampe appenamediocri, onde non importa il dar-ne ulteriore notizia.

T1EPOLO (Giovai* Domenico)nacque nel 1726 in Venezia , daGio. Battista, uno de’più rinomatipittori veneziani del decimottavo se-colo, che lo ammaestrò ne’principjdell’arte. Giovan Domenico dipin-geva in età di diciannove anni leligure nella cupola de’ santi Fau-stino e Giovita di Brescia , le dicui architetture ed ornati venivanodipinti da Mengozzi Colonna. Chia-mato in Ispagna per importanti la-vori a fresco, volle il padre accom-pagnarlo, c non isdegnò di servir-gli d’ ajuto ne’ suoi lavori , dopoaverlo consigliato e diretto nelleinvenzioni c disegni. Non è perciòmaraviglia che nelle opere <ti Gio.Domenico si trovi grande analogiacon quelle del padre. Morì in suldeclinare del diciottesimo secolo.Pubblicò molte stampe iutagliateall’ acquafòrte , delle quali diamoI’ indice insieme ad alcune incisedal padre.

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L’ Adorazione dei Magi, itamp;Vcapitale di Grò. Battista.

Due serie di capricci dello stes-so, uno in ventiquattro fogli, P al-tro in dieci.

Seguito di ventisette soggetti dell;»fuga e del riposo della Sacra Fa-miglia in Egitto, di Grio. Domenico.

Seguito di ventisei teste di carat-tere , dello stesso.

La Via Crucis in quattordici fo-gli , dello stesso.

Miracolo di S. Francesco diPaola , dello stesso.

Maria Vergine tra le nuvole chesi mostra a S. Teresa ed a due al-tre religiose, dello stesso.

Sant’Ambrogio che predica alpopolo, dello stesso.

- —■ ( Lorenzo ), minor fratellodi Gio. Domenico , fu ancor essopittore ed intagliatore alla punta ,ma alquanto lontano dui merito delpadre e del fratello.

- ( Gio. Battista ), nato inVenezia nel 1692, fu l’ultimo pit-tore di quella feconda madre digrandi artisti , che ottenesse famaeuropea. Era egli scolaro del Laz-zarini. ma forse, più che del La-zaririi , fu imitatore del Piazzetta.Non rimangono molte opere delsuo primo stile, onde non ricorderòche il suo Naufragio di S. Satiroin S. Ambrogio di Milano. Si con-sacrò in appresso allo studio delleopere di Paolo Veronese; e non sose per lo migliore , ma certamenteper fecondare la propria fantasia ,attentamente esaminò le stampe delDurerò. Nemico dei colori vivaci ,adoperò costantemente tinte basse ,ma seppe dare un effetto ed unavaghezza tale ai suoi dipinti , chepoco si vede di simile. Della suamiglior maniera io non indicheròche la volta della chiesa, altra volt»dei Trinitarj Hi Venezia , che sor-prende per belli variatissimi scortie per quel campo di luce splendi-dissimo che rallegra tutta la stori».Più che nei freschi mostrossi st u *