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Tomo terzo.
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Fra U stam/se Folate,trovatisi le seguenti ;

Veduta prospettica della gran Ga-va del bacile d’acqua alla riva dellaSenna al di sopra di Parigi permettere il battello uell’oude, intra-presa sontuosa , che inai non ebbeil suo editto , 1764.

Veduta del uuovo giardino delpalazzo reale.

Busto di donna intagliato nel gu-sto di matita rossa , da CarloVauloo.

La Mercantessa d’ Annetous , daSchenau.

1 Piaceri dell* Infanzia.

VAlllN (Giuseppe;, fratello delprecedente, intagliò nello stessogenere , ma pubblicò pochissime«lampe.

VARNELAM (Francesco) dettoil bravo , nacque in Amburgo nel1658. Studiò ed operò lungamentein Roma, di dove passava a Viennanella qualità di pittore della impe-ciai corte. Lavorò molto in questae per altre città della Germania ,dove godeva grandissima riputazio-ne. Mori in Vienna uel 1724.

VA ROTA RI (Dario), nato a Ve-rona nel 1559, fu scolaro o amicodi Paolo Calila ri, ma formò il suostile sopra altri esemplari. Recatosia Padova , si stabilì iu quella cit-tà , dove fu capo di uua nuovascuola. Nelle prime sue opere, qualisono quelle di S. Egidio, si mostròcastigato disegnatore , ma alquantotimido nei contorni ; più risolutolo vediamo nelle susseguenti. Nontenne però sempre lo stesso stile ,avendo talvolta imitato Tiziano etalvolta Paolo ed altri moderni ar-tisti. Dico ciò rispetto al disegno edalla composizione, poiché il Varo-Uri mai non ebbe la vaghezza, nèri vigore del colorito veneto. Operòin Padova, in Venezia, in Rovigo,e morì uel 1596, lasciando un figlioed una figlia eredi della sua virtù.

^ Vwotari. che abbiamo finoraPiz. degli Ardi. tee. T, ni.

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risguardalo soltanto come pittoredobbiamo ora dar luogo tra ibuoni architetti del suo tempo. Ar-chitettò al Dolo una Villa per ipatrizj Mocenigo, e costruì in rivaalla Brenta un bel casino per ilcelebre medico Acquapendente, e lageutil casa a Mantecchia de’ Cao-deiista a poca distanza da Padova.Mentre egli delincava iu questo ele-gante casino un oriuolo a sole siruppe improvvisamente il primopalco , sul quale egli trovavasi, ecadde nel palco inferiore, seuza ri-portarne lesione alcuna. Parvegliquesto un miracolo della Madonnadel Carmine, per la quale uudrivaparziale devozione, e che iu quel-1 istante di pericolo invocò ; e per-chè era di diiicatissima pietà ; re-cossi subito a Padova per prenderel’abito del Carmìue. Ma mentre fa-ceva orazione nella chiesa del Car-mine , fu sopraffatto da fulminanteapoplessia che lo trasse al sepolcro.

——— ( Alessandro ) detto dallapatria il Padovanino. sebbene fossequasi ancora fanciullo quando ri-mase orfano, tanto aveva di già ap-preso dei paterni ammaestramenti ,che recatosi a Venezia , potè dopopochi anni farsi nominare tra ibuoni artisti. Fece egli i primi studjsui freschi di Tiziano , che alloraconservavansi iu Padova, e le copiefatte nella sua fanciullezza formanotuttavia la maraviglia de’ conosci-tori. Continuò in Venezia gli stessistudj , e così a dentro penetrò uelcarattere di questo sommo maestro,che molti lo preferiscono ai mi-gliori suoi allievi. In fatti il Pado-vanino seppe ben trattare tutti itemi del Vecellio, i gentili con gra-zia, i forti con robustezza, gli eroicicon grandiosità: ed iu questi ultimifu veramente a tutti superiore. Co-nobbe le regole fondamentali delsotto in su, delle quali diede cosìluminosa prova in tre storie di S.Andrea dipinte nella sua chiesa ti-tolare di Bergamo. Si avvicinò pure

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