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ai suo unico esemplate , nella so-brietà del comporre , nelle mezzetinte , nei contrapposti , nel coloredelle carni, nella morbidezza e fa-cilità del pennello. E se avesse po-tuto accostars gli ancora nella vi-vezza e nella verità dell’ espressio-ne , Tiziano non sarebbe unico. Ilsuo capo lavoro è il Convito diCana Galilea , che ora conservasinell’Accademia di Belle Arti di Ve-nezia, ove col quadro della Presen-tazione al Tempio di Tiziano, neforma il principale ornamento. Al-tre sue pitture trovatisi in Veneziard in Padova , pochissime altrove.In Milano due Sacre Famiglie conaltre figure di questo grande mae-stro possedè conservatissime 1' o-refice signor Corneliani , le qualiIra i diversi quadri d’ altri valentimaestri, richiamano l’attento sguar-do degli osservatori. Nella realegalleria di Firenze vedesi un Cri-sto morto, le di cui tinte sono al-quanto annerite. Mori Alessandroin età d’oltre sessant’ anni, avantiil 1650. Gli sopravvisse lungamentela sorella
VAROTARI (Chiara), la qualeacquistò meritata celebrità nei ri-tratti, ed era veramente degna cheil suo, dipinto da lei medesima, fossecollocalo nella reai galleria di Fi-renze. Pretende il Buschini che te-nesse in Padova scuola di pittura ,come in Bologna la Siraui , e chefossero da Chiara ammaestrate nel-l’arte Lucia Scaligeri e certa Tara-bosi. Vivea ancora nel 1669.
— (DARIO) il giovine, figliuolodi Alessandro , era forse tropporicco dei paterni guadagni per oc-cuparsi interamente della pittura, e[>are che non la esercitasse che inqualità di dilettante , come profes-sava la poesia, la medicina e l’in-taglio. Ad ogni, modo fece alcunilagiooevoli quadri da regalarsi agliamici, e particolarmente ritratti distile giorgionesco, come intagliò al-cune belle stampe.
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VASARI ( Gioitolo ) nacque inArezzo nel 1512, ed apprese il di-seguo sotto Michelangelo ed An-drea del Sarto , poscia a dipingeresotto il Priore ed il Rosso. Nellaprima gioventù , per la parentelache aveva col cardinale Passarino ,ajo d’ Ippolito e di Alessandro deiMedici, fu ammesso alle lezioni diBelle Lettere che Pieno ValerianoBolzauio dava ai giovani principi ;indi passò a Roma alla corte diIppolito creato cardinale , e colàStudiando le opere di Raffaello e diMichelangelo , e copiando con im-proba fatica gli antichi marmi , siformò uno stile che sebbene si ac-costi in parte all’ antico ed al fardi Raffaello, ricorda più di tutto lamaniera di Michelangelo, su! di cuicartone fece i proprj studi. Inten-deva Giorgio assai bene gli ornatie l’architettura e disegnava congrandissima facilità ; ma in sull’ e-sempio di Michelangelo trascurò al-quanto il colorito. Fu nelle inven-zioni fecoudo , ma facile ad am-mettere nelle sue composizioni figureseuza bisogno, ed alle quali potreb-be dirsi : Toglietevi di qui, che notiavete a farci nulla : Viene pure ac-cagionato di poca espressione, e diavere adoperati ajuti che talvoltafanno torlo al suo credito. Le prin-cipali sue opere di pittura sono uel-I’ eremo di Camaldoli, in Roma ,Napoli, Bologua, Rirniui e Firenzedove condusse vastissime storie dicommissione di Cosimo I, il qualeavendo preso ad amarlo e stimar-lo, lo adoperò in tutte le sue grandifabbriche degli ufticj , di palazzovecchio ed altrove come architetto ;nella quale professione fu GiorgioVasari veramente grand’ uomo edegno di seder vicino al suo in-comparabile maestro ed amico Mi-chelangelo Bouarroti. Ma ciò cherese più glorioso e più celebre ilsuo nome è 1’ immortale Operadelle Vite dei Pittori, Scultori edArchitetti , nella quale , sebbene