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Tomo quarto.
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VI

pubbliche di Villanueva, che morìa Valenza nel 1785.

VTLLAUMBROSA (la Contes-SA Di) dilettante di primo ordine,fece molti bei ritratti e pochi quadrida stanza. Fioriva nel diciassettesi-mo secolo.

VILLEGUS MARMOLEO (Pie-tro di ) nato in Siviglia nel 1520,fu uno de’più grandi pittori del-1’ Andalusia. Le sue opere sono pre-gevoli per castigato disegno, nobiltà,espressione, vivacità di mosse e fe-lici scorti. Il S. Lazzaro pontifical-mente vestilo, che si conserva nellacattedrale di Siviglia, e la Nunziatafatta per la parrocchiale di S. Lo-renzo sono le più rinomate sue pit-ture. Alla somma perizia nell’arteaggiunse il merito della letteratura,e fu il più stretto amico d’AriasMontano. Ignorasi l’epoca della suamorte.

V1LLENEUVE (N.) intagliatoreoperava in sul finire, del decimot-tavo secolo. 11 Basan (gli attribuiscediverse stampe , tra $ quali

11 Ratto di Dejauira.

11 Ratto d’Orizia.

Il Tamburi© ec.

VILLOLDO (Giovanni) nipoteed allievo di Perez di Villoldo, ope-rava in Toledo ne’primi anni delsedicesimo secolo, e nel 1508 fudal capitolo di quella cattedrale in-caricato di dipingere varj quadriper la cappella araba , che condussea teriniue nel 1510 Coli’ajuto diAmlieres. Era di già iunoltratonella vecchiaja quando il cardinalevescovo di Piacenza lo chiamò a di-pingere la cappella che aveva eret-ta iu Madrid. Egli l’arriccili di novequadri rappreseutanti la Creazionedi Adamo, la Morte di Abele, esette Storie della vita di Gesù Cri-sto. Queste pitture, sebbene di an-tico stile, non mancano di corre-zione di disegno, e di notabilitàdi espressione. Non è nota 1’ epocadella sua morte.

Y1LMAN (Michele), nato in

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Perugia nel 1620, fu scolaro di Pie-tro suo padre meno che mediocrepittore ; ma si formò sulle operede’migliori quadri italiani e fiam-minghi che venivano portati nellasua patria. Chiamato per eseguirealcuui lavori iu Germania, vi sitrattenne lungamente ; ludi passò inPolonia ed in Olanda, dove nongli mancarono utili cominissioui.Di ritorno in patria ammaestrò nel-l’arte sua la figlia.

- - (Anna Elisabetta), la

quale se non uguagliò il padre iututte le parti della pittura, forse losuperò nella pastosità del colorito.Non è nota l’epoca della loro liiorlc.

V1LSTEREN (van ) intagliatoreolandese, di cui couosconsi alcunestampe alla maniera nera, tra lequali il

Ritratto del borgomastro Bikher.

V1MERCATI (Carlo ) chiamatoancora Donelli, nacque in Milanonel 1660, e fu scolaro del giovaneErcole Procaccini. Ma non soddi-sfacendogli la debole maniera delmaestro, formò lottile sulle opere diDaniele Crespi, che accuratamentestudiò: ed è fama che spesso reca-vasi da Milano alla Certosa di Ga-rignatio, dove il Crespi dipinse lastupenda storia del funerale del com-pagno di S. Brunone, nell’ attoche si alza dalla bara per annun-ziare agli astanti la sua eterna dan-nazione. Poche pitture conservatisiin patria del Vimercati, molte inCodogno, ma non tutte della mi-glior maniera. Morì di 55 anni nel1715.

VINCENT (Uberto), che fio-riva in sul declinare del diciassetle-lesimo secolo, intagliò a bulino di-verse stampe da maestri italiani, trale quali ricorderò le segueuti :

La Notte del Correggio.

La Risurrezione del Signore, daCiro Ferri.

Per il libro intitolato : I pregidella Toscana nelle imprese dei Ca-valieri di S. Stefano, 58 rami tratti