Band 
Tomo quarto.
Seite
38
JPEG-Download
 

38 VO

tori di Egidio Sadeler, come lo hadimostrato col gran numero de’ri-tratti di una bella esecuzione. Re-cossi in età giovanile in Inghilterra,e lavorò più anni di continuo inLondra, portando rultima stampa,ch’egli pubblicò, l’anno 1655. OrazioWalpole rammentò molte opere fatteda quest’artista per Carlo I. Seb-bene siasi molto distinto per i suoigrandi talenti, s’ignorano le parti-colarità della sua vita. Si dà lodea costui d’ avere posseduta 1’ artedi esprimere il dolore, e di rendereil carattere delle teste.

Sue principali stampe.

Inigo Jones architetto del re d’In-ghilterra.

Carlo I re d’Inghilterra e la re-gina sua sposa , da van Dyck.

Ernesto conte di Manssfeld infondo bianro , da vari Dyck.

Simone Vovet, pittore francese,dallo stesso.

Lisabetta regina di Boemia di an-ni 38, nel 1631.

Sir Giorgio Carew , conte diTotuess , con trofei. Filippo Ster-bect, da van Dyck.

VOET (Alessandro ) il giovane,nacque in Anversa nel 1613, evien creduto allievo di Paolo Pon-tius , di cui ne imitò Io stile. Ilsuo bulino ha molta proprietà, maè di molto inferiore al suo modello,non meno per il disegno ; che perl’effetto dell’ insieme. Incise parti-colarmente da'maestri fiamminghidiverse stampe, tra le quali le pre-senti :

Giuditta che mette la testa diOloferne in un sacco tenuto dallasua Serva , da Rubens.

Il Ritorno dall’Egitto, ove SanGiuseppe conduce 1’ asino , dallostesso.

La B. V. col Bambino, cui gliAngioli offrono un cesto di frutta,dallo stesso.

Il Martirio di S. Andrea, dal me-desimo.

VO

S. Agostino, dal medesimo.

S. Agnese in piedi.

Seneca vicino a spirare nel ba-gno, mentre detta le sue ultimeparole agli amici, da Rubens.

La Follia che a forza tiene uuGatto, da Iordaens.

Due giuocatori di Carte, da Cor-nelio de Yos.

Il Portar della Croce, da Van-Dyck. Gran pezzo in tre fogli, stampacapitale di Voet.

VOET BOSSCIIART (Carlo)nacque a Swolle nel 1670, e fu al-lievo di dozzinale maestro , che ge-loso de’ rapidi progressi del giovineallievo, non gl’insegnava nemmenole pratiche del colorire, Di che av-vedutosi Voet, abbandonò la scuolae fecesi a studiare da se la natnra,che in ogni luogo si mostra senzamistero, ed è per tutti il migliorede’ maestri. Di 19 anni aveva digià acquistato nome di valente pittordi fiori, e uon molto dopo condussedodici vasti quadri per il conte diPortlant, ne’quali ritrasse dal na-turale piante, fiori e frutta di ognimese, vagamente disposti in pae-saggi rappresentanti dodici vedutedel castello di Zorguìiet. Incaricatodal re Guglielmo Ìli di disegnarecon inchiostro della Chifta tutti irettili colle loro metamorfosi, ese-gui questa difficile incombenza contanto studio, che nel 1735, quandocominciò a perdere la vista, avevaquasi condotta 1’ opera al suo ter-mine. Morì dieci anni dopo a Do-drecht, dove il suo mecenate , contedi Portland, avevagli ottenuto un lu-croso impiego.

VOGEL (Bernardo) nacque inNorimberga nel 1683 , ed appreseil disegno e l’intaglio da CristofanoWeigel, non spregevole maestro ,che non tardò per altro ad esseredi lunga mano superato dal suo al-lievo. Trasferitosi questi in Augu-sta, vi si stabilì, sposando la figliadi Elia Cristoforo Heiss , in sul-l’esempio del quale diedesi intera-