116 ZU
La Coronazione di S. Caterina,da una copia fatta da Rubens, daErasmo Quellinus.
Grande Sagrifizio a Venere,daG.Laicesse.
J1 Supplizio di Marzia, da I. B.Langelti.
L’Arcangelo S. Michele, che pre-cipita il Dragone, da Stefano To-relli.
S. Giuseppe col divin Bambinofra le Braccia, da Giuseppe Agnel-li , dalla Galleria del Conte diBrulli.
Due paesaggi. 1.° Soggiorno pa-storale: 2.° Campagna aperta, daGiuseppe Roos.
La Moneta di Cesare, in duemezze ligure, una delle quali è ilritratto di Tiziano, marcata Titia-nus fec. Pezzo inciso sul gusto delPiltari.
David con la testa di Golia, daLuca Giordano.
ZUCCIII ( Francesco ), dise-gnatore ed intagliatore a bulino,nacque in Venezia nel 1695 e morìnella stessa città nel 1764. Era que-sti cugino germano di Andrea Zec-chi, di cui parleremo nel seguentearticolo; e da questi, che lo avan-zava soltanto, di dodici anni in età,apprese gli elementi dell’ intaglio.Ma Francesco studiando da sè edassistito da più svegliato ingegno,lo superò nell’arte. Contava di già58 anni quando fu chiamato allacorte di Dresda per incidere alcuniquadri di quella celebre galleria,arricchita da tanti insigni ' quadridelle scuole italiane. Scoppiata pocodopo la guerra, di cui fu principaleteatro la Sassonia, fu lo Zucchi co-stretto ad abbandonare quella cittàe si ritirò a Venezia, dove presea lavorare per i librai. In Dresdaintagliò i seguenti rami.
Ritratto di un signore spagnuolo,da Rubens.
Ritratto di una donna, che sem-bra essere la prima moglie di Ru-bens, dallo stesso.
ZU
Ritratto da Giacomo'AntonioMu-rani, da Giovanni d’ Antona
Sant’Elena che adora la Croce,da Giovan Betti ni Cignaroli'.
La Religione martirizzata. AclaMarlìrum. Allegoria di AntonioBalestra.
La Religione e le Scienze, chestanno contemplando il ritratto diun cardinale, dallo stesso.
Un Apollo in piedi, con la sualira, stampa circondata da una cor-nice di ornati, dallo stesso.
—- ( Andrea ) pittore teatraleed intagliatore all’ acquafòrte eda bulino, nacque in Venezia circail 1680. Lavorò mollo in patria efuori come pittore di scene, e comequadraturista in private case. P?el1726 fu chiamato a Dresda per di-pingere le decorazioni dell’ opera,che vi si faceva; ma dopo pochianni rivide la patria, dove si diedeesclusivamente alla incisione. Igno-rasi l’epoca della sua morte. Avantidi partire per Dresda aveva in-ciso un seguito di 12 stampe rap-presentanti gli abbigliamenti usatidai Veneziani , e diverse altrestampe eseguite per commissionedi alcuni librai. Ciò eh’ egli fecedi più considerabile dopo tornaloin patria è quella raccolta di stam-pe pubblicata da Louisa , conte-nente i più bei quadri* conservatine’luoghi pubblici di Venezia, trai quali i seguenti riportati nel Ma-nuel del Sig. Iluber.
L’ Angelo Raffaello ebe conduceil giovanetto Tobia, da un dipintodi Tizi,ano che conservasi nella chiesadi S. Marziale.
S. Giovanni Evangelista, da unquadro dello stesso, in allora ap-partenente alla Scuola di S. Gio-vanni.
S. Barnaba vescovo , S, Pietro eS. Giovanni Evangelista, con altriSanti, da un quadro diA. Varota-ri, appartenente alla chiesa di S.Barnaba.
S. Giovanni Battista, da un di-