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sendo il disegno, secchi i contorni,essima la distribuzione delle om-re e dei lumi. Soltanto non è privodi verità il colorito, e lodevoli sonoi panneggiamenti. Cranach si eser-citò ancora nell’intaglio, e tra lesue stampe sono celebri quelle rap-presentanti gli elettori Federico eGiovanni, Martin Lutero, Adamoed Èva ignudi, la Tentazione diGesù Cristo, ec. Mori in Weimarl’anno 1553, lasciando un figlioammaestrato nell’arte.
CRESPI o CREPY ( Giovanni eLuigi ): nacque il primo a Pariginel 1650 , e datosi allo studio dellaincisioue , non è ben noto sottoquale maestro, si fece a copiare lemigliori stampe di diversi autori,ch’egli vendeva ad assai basso prezzo,avendo a tale oggetto aperto traf-fico in Parigi. Ma non avrebbe per-ciò trovato luogo in questo Dizio-nario, se il suo nome non fosse as-sociato a quello del figlio Luigi ,ch’egli ammaestrò nell’arte, e chepubblicò molte stampe di piccoledimensioni toccate con grande spi-rito e di un prezioso finito. Pub-blicarono molti ritratti d’ uominiillustri, quali sono quelli di d’A-uesseau, Vatteau, duca di Marl-ouroug ec. Incisero ancora operestoriche tratte da grandi pittori ita-liani , tra i quali il presepio del-l’Albani, rappresentante Gesù gia-cente sulla paglia ed adorato da dueAngeli.
CRETI (Donato) nacque a Cre-mona nel 1671 e studiò a Bolognasotto il Pasinelli. Dicesi che in gio-ventù lavorò pochissimo, ond’ ebbepoi a pentirsene; perocché il suocolorito è crudo e senz’ armonia.Ad ogni modo fu assai stimalo unsuo quadro' rappresentante un fan-ciullo coricato sopra un letto. Morìil Creti in Bologna l’anno 1749.
CR1TONE , scultore ateniese ,appartiene al piccolo numero degliantichi artisti, di cui si conservonoancora alcune opere. Il nome di
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questo scultore e quello di Nicolai»,nato ancor esso in Atene, trovansiscolpiti sulla cesta portante una delletre cariatidi scoperte in Roma l’anno1766 nella via Appia presso al ce-lebre sepolcro di Cecilia Metella.Queste tre figure somiglianti 1’ unaall’altra dovettero servire d’orna-mento ad un sepolcro , o ad unacasa di campagna. Scorgonvisi al-cuni difetti d’ esecuzione, ma sonodi ottimo gusto ; e credonsi appar*tenere agli ultimi anni della re-pubblica, quando Roma era pienadi greci artisti.
CRIVELLARI ( Bartolommeo )nato a Venezia nel 1725, fu daprincipio scultore , ma vedendo chein quest’ arte non riuscirebbe buonmaestro , si diede all’ intaglio inrame. Infatti le sue opere di scul-tura sono di già dimenticate, meli-tre continuano ad essere ricercatele stampe a cagione dello spiritosotocco e del diligente finito. Morì inpatria nel 1777. Le più rinomatestampe sono
S. Petronio orante, mentre cheil Demonio rompe il vetro dellalampada per distrarlo dalla pre-ghiera.
Lo stesso Santo che si troncaun dito per non essere fatto prete.
Una Compagnia di giuocatori.
Un’ altra di Bevitori.
Un giovane nudo in letto pressoad una donna nuda,' mentre cheuna vecchia li sta guardando a tra-verso una porta semichiusa, ec.
CUNINGIIAM (Edmondo Fran-cesco ) nacque in Scozia nel 1742da un fratello del duca di Cuuiu-gham , il quale essendo colonnellonelle truppe scozzesi, fu costretto adabbandonare la patria , per essersidichiaralo partigiano del preten-dente. Riparatosi in Italia, fece al-levare suo figlio sotto il nome dellacittà di Iielso o Kalso in cui nac-que. Allorché l’infante Don Filipposi stabilì in Parma , Cuninghamrecossi in quella città con suo fi-