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Mori in patria in età di circa set*
tant’ anni.
SALMEGGIA ( Ene\ ). Neli’ar-ticoio di questo illustre pittore chefiorì in sul declinare del sedicesimosecolo e ne' primi ventisei del sus-segente , abbiamo fatto osservareche fu il migliore imitatore di Raf-faello, esclusi i suoi allievi più il-lustri; ma nel dare notizia de'suoidipinti non abbiamo parlato di quel-lo, che più d’ogni altro vale acomprovare E enunciala opinione ,perche non lo conobbi che dopopubblicato il detto articolo. E que-sto un vasto quadro rappresentanteMaria Vergine e due Santi , unode* quali vestito da guerriero. Labellezza di queste figure , l'armo-nia e quiete della composizione, lanobiltà della espressione, la casti-gatezza del disegno sono tali dasorprendere i più dotti conoscito-ri. Vi si legge Eneas SalmeggiaPinxit.
Le grandi innovazioni operate inItalia in sui finii e del diciottesimosecolo c ne’primi anni del presente,e la nessuna cura che si ebbe ditener dietro allo spoglio delle chiesee delle corporazioni religiose, fecesi che molti pregevoli qua iri ri-masero lungamente ignoti , e cheintanto si perdette la memoria delleloro provenienze. Attualmente ilquadro di coi si fratta è possedutodal signor Oomeuiciui , abitante aSaD Michele la Chiusa n.° 5789.
SCIIADOW ( Zeno Ridolfo )nacque in Roma nel 1786 da Gof-fredo abile scultore , il quale locondusse ancora fanciullo a Berlino,dove il padre fu fatto scultore delve. Il giovane Schadow e suo mi-nor fratello, uno de’ più celebri pit-tori dilla Germania, appresero il di-seguo dal padre loro. Ridolfo, ap-passionalo per la musica divenneperfetto suonatore di clavicembalo;ma sotto la direzione del padre fecein età dì 18 anni una copia del-l’Apollo di Belvedere, che diede
SC
la misura di quel che un giorno sa-rebbe. Ando a Roma nel 1810 pen-sionato del re, raccomandato a Ca-nova cd a TliorWaldseu. Sotto taliguide e collo studio dell* antico ,Schadow si mise ben tosto iu sullastessa linea di que' sommi artisti.La prima sua opera d’ importanzafu un Paride che medila sui giudi-zio che deve pronunziare. Fu que-st’ opera gettata in bronzo a Viennaper il conte di Schoenborn. Facevaposcia in marmo una giovinetta chesi allaccia i sandali, la quale fece col-locare lo scultore tra i primi maestri,c fu obbligato a rifarla per ben cin-que volte. Compose poi il grupporappresentante una fanciulla chetiene nell’una mano un pippionciuoappena cavato di nido, e nell’al-tra la madre. Altre sue statue sonoS. Giovanni Battista , una Vergineche porta il Bambino, una piccioiaDiana, ua piccolo Bieco, un gruppodi Danzatrici , uu Discobolo ed al-cuni bassi rilievi. Modellò in ar-gilla un Achille di grandezza colos-sale che sostiene il corpo di Pan-tasilea c lo protegge contro alcuniGreci che vogliono oltraggiarlo.Comperò un bellissimo masso dimarmo carrarese per il valore dimille piastre, afììue di scolpire talemodello. Il re di Prussia gli fereoffrire 48,000 franchi, e gliene an-ticipò 16,000, ma ai 5ì di gcnnajodel 1822 una immatura morte rapìall’arte un così raro ingegno.
SCHIAVONETTI (Luigi ). Sup-plisco col presente articolo al pocoche ho potuto scrivere prima diquest’ insigne intagliatore. Nacqueegli in Bassano nel 1765, ed appresel'intaglio sotto uu mediocre maestro.Impiegato nella calcografia Ucmou-dmiana di Bassano , si formò sottoBartolozzi e Volpato. La prima suaopera fu una copia dell’ Ettoie diCipriani. Questo saggio gli otteunela stima di Bartolozzi, che seco locondusse a Londra, dove Schiavo-k netti visse col suo maestro in gran-