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Tomo quarto.
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Dei VA rchitettura

di Francesco Algarotti.

Lj Architettura, dicono tutti ad una voce, è, a similitu-dine delle altre arti, imitatrice aneli’essa della natura.Gli uomini offesi dalle pioggie, da’ venti, dal caldo edal gelo, rivolger dovettero per naturale istinto la mentea cercar come ripararsene; e in ciò posero i primi loropensieri. Incominciarono adunque, servendosi degli al-beri che offriva loro la terra, a farsi dei coperti, sottoa cui difendersi dalle ingiurie del cielo: e quegli alberi,crescendo poi l’arte e l’ingegno, gli andarono a pocoa poco conformando in abitazioni, in capanne, in casesecondo il bisogno più o meno grandi ed agiate. Gli ar-chitetti che vennero ne’ tempi appresso, quando la so-cietà civile fu più formata ed adulta, avvisarono di farepiù stabili e durevoli le opere loro; così però che lastruttura non perdettero mai di vista delle abitazioniprimiere, che soddisfaceva in ogni sua parte agli usi ealle comodità dell’ uomo. E benché i loro edifìzj gli co-struissero di pietra, ne fecero nondimeno tutte le parliin modo che fossero come dimostratrici di quello chesi vedrebbe quando 1’ opera fosse di legname (i). El’origine si è quella, e il progresso della maniera delfabbricare, che dagli Egizj presero i Greci, e la tras-misero molto più raffinata a noi, e seguita trovasi da’Ci nesi, dagli Arabi, dagli Americani, da tutte insommale nazioni del mondo.

Ora questo vuoisi esaminare se fosse ben fallo uno:e se piuttosto che ritenere negli edifìzj le forme del le-

(1) Vitruvins Lib. IV. Cap. II.

Leon Batista Alberti dell’Arcbiteltura Lib-. I. Cap. X.Andrea Palladio Lib. 1. Cap. XX.

Vincenzo Sca:uozzi Lib. VI. Cap. II. e 111. Parte II. cc.