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Tomo quarto.
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larghezze o grossezze possono essere variabili a secondadella varietà dei caratteri : in una figura agile può conve-nire maggiore sveltezza di gambe : in uno pigro mem-bra più pesanti : in chi ha maggior forza più robustezzadi spalle e di braccia; in un magnanimo maggiore am-piezza di petto, e via così discorrendo.

E la conoscenza delle proporzioni egualmente neces-saria ai pittori ed agli scultori; ai quali ultimi però neriesce la precisione più facile, potendole riportare nelleloro statue col compasso; non così ai pittori che, ope-rando su di una superficie piana e dovendo in quellafar comparire gli oggetti rilevati, nè mai in intera ve-duta geometrica , ma in forza degli effetti della prospet-tiva , lian d’uopo di avere, come diceva Michelangelo,le seste negli occhi, lo che non ponno ottenere, checon profondo studio della prospettiva medesima, conmolta pratica e somma ponderazione. Ed è perciò che

10 studente devesi applicare allo studio della prospet-tiva prima d’incominciare a disegnare dal rilievo, perintendere le ragioni degli scorci, dovendo avvertire che

11 raggio centrale dell’ occhio non vede geometricamenteche quel punto in cui s’incontra, e tutto ciò che èfuori di quel punto scorcia e sfugge e non viene al-1’ occhio che per via d’intersecazioni dei raggi visuali ,delle quali intersecazioni la prospettiva fissa le regole ,che addimostrano il giro di ciascun oggetto e di ognunadelle parti di esso , cd, a norma del punto della di-stanza , la conveniente degradazione degli oggetti stessie delle loro parti, non che dei piani, perchè tutto ap-parisca all’occhio quale si vedrebbe osservando il vero.

Modello di belle proporzioni in caratteri diversi sonole antiche statue dell’ Anlinoo , dell’ Apollo di Belve-dere, del Gladiatore combattente, del Caduto, del Mo-ribondo, del Germanico, del Dioscobolo, della Lottadi Firenze, dell’Èrcole Farnese, del Fauno, del Lao-coonte, dello Zenone, dell’Apollino , della Tenere de’Medici ; dalle quali notissime statue potrà lo studenteapprendere la concordanza e 1’ armonia delle parti, eDii, degli Arch, tee, i. iv. 24