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la sceltezza del contorni relativamente ai diversi carat-teri , e quella grandiosità di stile e miglior gusto del-l’arte di cui ho parlato, non che del bello ideale dicui ho fatto cenno, e il quale appropriato alla divini-tà, potrà, per gli oggetti che sono in Bologna, in Mi-lano, in Roma e nelle altre principali accademie d’Ita-lia o straniere, (e bastan pochi esempi per tutti),rinvenire particolarmente nell’ Apollo e nel Torso diBelvedere, nel Giove tonante del Museo Vaticano, per-chè rappresenta il primo un Dio , 1’ altro , secondo al-cuni , Ercole parimenti deificato, non apparendo inquesti oggetti segni di vene o di rughe , che gli anti-chi omettevano nelle figure delle divinità, come d’al-tronde con mollo sapere e accuratezza le riportavano inquelle dei mortali, e lo sono nell’ Ercole Farnese, elioè figurato ancora qual uomo.
Nel disegnare le statue antiche Io studente appro-fondirà pur anche nello studio e nell’ uso della scienzaanatomica, di cui dovrà già avere qualche nozione: scor-gerà in quelle la perfetta intelligenza della osteologìa edella miologìa : vedrà nei caratteri robusti apparire piùmarcate le ossa , e non esservi nè muscolo nè nervo ,che robustezza non addimostri', con maggiore o minorerisentimento, secondo la loro momentanea azione 5 e tro-verà questa scienza trattata nel più confacente modonei caratteri medj, e colla maggiore delicatezza nei gen-tili; e glie ne daranno esempio, per le attitudini tran-quille, l’Antinoo, 1’Apollino, la stessa Venere de’Me-dici : per mossa animata l’Apollo di Belvedere : peruno slancio di azione il Gladiatore combattente : pelcontrasto di forza i Lottatori di Firenze : per 1’ altera-zione del dolore il Laocoonte: per attitudine di riposo1’ Ercole Farnese.
A ben intendere però in queste statue , come nellealtre, questa parte interessantissima dell’arte, convieneche lo studente ne faccia un separato studio particola-re, a scanso di quegli equivoci in cui, sì nelle statueche nel vero , potrebbe indurlo il velame della grassez-