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Tomo quarto.
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tempo, nella loro gioventù a ritrarre in disegno , pelloro stadio, statue o altre ligure della grandezza cheforma' ora la smania di alcuni, e non pertanto diven-nero non solo artisti grandiosi, ma poterono Un dagiovani darsi a dipingere maestrevolmente di loro in-venzione ligure ignudo e vestite di ogni dimensione; alqual merito non giungono ora quelli che con diversometodo di studio intendono di farsi grandi.

Alcuni odierni studenti sentendo che quei grandi mae-stri facevano i cartoni per le loro opere, danno questonome a quelle grandi loro copie disegnate in caria, olai cartoni di quelli erano loro invenzioni per le opereda eseguire in pittura , e che schizzate in prima suqualche loglio con matita, od altro, o fattone abboz-zctti dipinti, da questi graticolati le trasportavano po-scia su cartoni in glande, con maniera spedita, per me-glio vederne l’elfelto, e per farvi le variazioni od emendedie vi riconoscesssero opportune in antecedenza all’ e-secuzione dell’opera, la quale poi più prontamente con-ducevano a termine, calcando o spolverando sulla ta-vola , tela , o muro i cartoni • medesimi, con maggiore1 sicurezza di non dover fare mutamenti allorché avessero> incominciata la pittura.

i Solo seguitando quelle tracce e quell’ esempio d’ iti—j defessa assiduità allo studio, potranno i giovani lusin-! garsi di rendersi chiari nell’ arte..

! Passando al disegno del nudo, sono alcuni di parere,che il vero debbasi copiare esattamente colle bellezze eeoi difetti che vi s’incontrano; io però porto massima,che quanto più i difetti si sappiano evitare maggiormerito avrà il disegno, giacché lo scopo dell’ arte èquello appunto di mostrare il più possibilmente il mag-gior bello ; e se quegli egregi scultori, che ci han la-sciati sì preclari modelli avesser tolto a copiare esatta-mente , e quali a loro si preferivano , gli oggetti dellanatura, non mai avrebbero creati quei capi d’operache c’ incantano e ci fanno dire che la natura è statavinta dall’ arte. Per il che consiglierò gli studiosi a lare