fcée - e ìocon venienti. E certamente l’ignudo l’oggettopiù nobile a cui 1’ artista possa dar opera, ma solo daosarsi dove l’argomento o qualche circostanza relativapuò permetterlo. La trasfigurazione dipinta da Raffaello,la Scuola di Alene di più di cinquanta ligure , ed al-tre grandi opere dallo stesso autore eseguite nel Vati-cano sono le più belle del mondo, senza avere, in rap-porto alla prima, altro ignudo che il petto e le bracciadel giovinetto spirato, ancorché la sua lìtuazione potesseconcedere maggior campo all’arbitrio; e in quanto allaseconda il solo seminudo è Diogine, perchè voleva cosìil costume, e perchè Raffaello doveva esprimere il suocarattere sprezzatore di tutte le cose. Quando Raffaellovolle sfoggiare nell’ignudo dipinse nello stesso Vaticanol’incendio di Borgo, e la vittoria di S. Leone contro iSaraceni, ed in queste due opere (ed in altre quandoglie lo permettevano o lo richiedevano gli argomenti)lece conoscere quanto era sublime anche in questaparte.
Deve inoltre l’artista esaminare se per rendere l’in-venzione pili varia e più dilettevole può introdurvi per-sone di ogni sesso e di ogni età , quando il soggettoprincipale lo ammetta ; avendo cura d’ impiegare cia-scuna in quella faccenda che pel sesso, per F età, pelcarattere gli può convenire ; non introducendovi maiquelle figure oziose, così dette di rimpiazzo, che nullasignificano , e che potrebbero essere' egualmente collo-cate ( ancorché sempre impropriamente ) in più diverserappresentanze, poiché queste, oltre il dichiarare lamente dell’ inventore poco feconda . isteriliscono e raf-freddano il soggetto rappresentato.
Altro pregio dell’ invenzione è quello di esprimere ilfatto con poche figure : la parsimonia delle figure erauna delle regole principali degli antichi artisti. Nè sideve considerare questo avvertimento come contradit-torio al precetto da noi stabilito di arricchire la compo-sizione con azioni accessorie : la parsimonia devesi pro-porzionare ai soggetti in maniera che nulla lor manchi