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bene rimanga nell’atmosfera, in quanto al giorno, unaluce generale maggiore di quella dell’alba, e inquantoalla notte le tenebre non si addensino come quandomanca ogni luce, pure gli sbattimenti dei corpi dianziprodotti dai loro raggi luminosi rimangono soppressi 5 ilquale effetto se lia luogo in questi- casi, più ragione-volmente deve accadere in sull’ albeggiare quando an-cora trovasi il sole sotto 1’ orizzonte.
Rispetto poi alla luce artificiale, in rapporto al chia-roscuro , venga essa da legna ardente , o dall’ olio , odalla cera, vibra sempre chiari assai vivi, ed oscuri ri-soluti e decisi , con ristretto passaggio di mezze tintefra i due estremi, e tanto minore quanto minore delcorpo illuminato è il corpo illuminante.
In quanto alla tinta, che le dette luci portano suglioggetti, spelta al colorito il significarle, facendone il pit-tore studio sul vero, in cui conoscerà, che la luceportata dal sole tende alquanto al dorè , che si com-pone di rosso e giallo : che la tinta che imprime laluce della lunai è argentina : rosseggiante quella del fuo-co : gialliccia quella dell’ olio e della cera, e ne dà provail cangiarsi che fa a questa luce il turchino quasi inverde, il qual colore vien composto appunto dalla unionedell’ azzurro col giallo.
E quindi da considerarsi che in un luogo apertoil chiaroscuro è meno forte e di meno sollecita de-gradazione che in un luogo chiuso, trattandosi par-ticolarmente del lume del giorno , e la ragione sta inciò , che in un luogo aperto la massa grande dell’ ariadal sole illuminata investe per ogni dove gli oggetti,perlocchè anche le parti ombrate rimangono offuscatemeno , ed in conseguenza minore comparisce la forzadei chiari per mancanza di gagliardo contrapposto, epiù dolce ne viene l’armonia, mentre il sole illumi-nando tanto gli oggetti vicini a noi, che i lontani , ladegradazione di essi è più lenta, non risultando , chedalla quantità delle particelle aeree , che si frappon-gono fra i nostri occhi e gli oggetti che osserviamo