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26mo Pozo, ſi entri nella prima Caua per ſin doue ella prendequalche giro,& iu nel iuolo, ò pauimento da vn canto dellar matura ſi attacchi ſa cor dicella, la quale dourà eſser più ſotti.le, che ſia pols bie, accioche pet il ſouerchio peſo, facendo lalinea curua, aon reuda più lunga la diſtanza di quello, ch'ellafolse; ciò fatto, ſi ritorm alla bocca della ſteſsa Caua,& iui ſifermi la cordicella, ponendola à liuello: notiſi P alrezza delpauimẽtoal luogo doue ſi è fermato, ſegnandolo nel Bolsolodella Calamita in vno de cerchi di cera, col far n. I. doppo chedetto Bolsolo ſi hà auic inato à cãto di detta cordicella, per no-tar anco doue inclini lind ice della Calamita nellꝰaltro cerchio,doue pure ci farà il num. 1: deue detto boſsolo eſſer quadro,acciò che pid giuſtamente ſi poſsi auicinare allo Sforzino ognivolta, che ſarà di neceſsitd: con queſta medeſima regola ſicontinui dunque, volgendoſi a quella parte, verſo doue ſarafatta la Caua, e ſi oſserui puntualmente tanto le altezze, quan-to i giri, e le lunghezze, le quali nel fine ſi pongono inſieme,e e ne caua puntualmente la miſura della Caua, e ſuo ſito.
Lo ſteſſo ſeguirã, ſe la Caua, in vece d'alzatſi, S abbaſſaſse,mã giunti al Pozzo, ſi deue calar lo Sforzino à ſiuello ſino alfondo, aſciandolo andare per il buco del cantone dello Squa-dro, e cosi miſurandolo, ſi haurà cognizione quanto ei ſiaalto, ò profondo, il che ſi potrà notare à parte: diſcenden-doſi dunque per eſſo, e paſſando alla Caua di ſotto, ſi ſeruiradelſa ſteſſa regola del miſurare, di cui ſi ſerul nella Caua ſupe-riore, procedendo cosi fin doue ſi ſuppone di voler fare lo ſco-latoio. Allhora ſi taccolga lo Sforzino, e ſi eſca dalla Caua,ſopra della quale ſi pianti in terra vn legno à liuello, e dirittu-
ra del luogo, doue fu attaccato lo Sorzino nella Caua, quan-1 do
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